Pensione a punti per le casalinghe

05/03/2001

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Pensione a punti per le casalinghe
Fondo alimentato anche coi buoni sconto dei supermarket
Il ministro del Lavoro ha firmato il decreto: il versamento minimo è di 50 mila lire al mese

RICCARDO DE GENNARO


roma – Più spenderò e più crescerà la mia pensione integrativa. Parte il Fondo pensione delle casalinghe, basato paradossalmente più sul consumo che sul risparmio, poiché potrà essere alimentato anche con i buoni sconto «vinti» nei negozi e nei supermercati. Anziché punti per ottenere set di pentole che non attaccano o corredi per la tavola, la casalinga accumulerà – grazie alla sua spesa – i contributi necessari per la previdenza integrativa. Il Fondo, varato formalmente con un decreto del ministro del Lavoro, Cesare Salvi, dopo l’autorizzazione della Commissione di vigilanza, prevede un versamento minimo di 50mila lire al mese, deducibile anche dal reddito del coniuge. Il Fondo, equivalente ai fondi previdenziali di categoria, è un fondo chiuso ed è destinato a una platea che la Federcasalinghe stima di nove milioni di persone.
Dopo l’assicurazione contro gli infortuni domestici, le casalinghe – tecnicamente «le persone che svolgono, senza vincolo di subordinazione, lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari» e che non prestano attività lavorativa, dipendente o autonoma, se non di collaborazione o part time (i cosiddetti contratti atipici) – hanno ottenuto ora anche la pensione integrativa. L’iscrizione al Fondo è di 10mila lire una tantum e non prevede limiti minimi di età. Per la raccolta dei buoni sconto sarà messo a punto un meccanismo elettronico che consentirà di fare la spesa non solo con carte elettroniche (Bancomat o carte di credito), come si pensava in un primo momento per comodità di contabilizzazione, ma anche con denaro e assegni.
L’iscritto al Fondo ha diritto a due tipi di prestazioni: a un trattamento pensionistico calcolato in base al sistema contributivo in vigore per i regimi pensionistici obbligatori e a partire dal 57esimo anno di età con cinque anni di contribuzione, a condizione che l’importo della pensione maturata non sia inferiore a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale, oppure – senza limiti d’importo – al compimento del 65esimo anno di età con almeno cinque anni di contribuzione; alla pensione di inabilità, in caso di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.
I bandi di concorso per i gestori del Fondo – ha detto ieri la presidente della Federcasalinghe, Federica Rossi Gasparrini, presentando l’iniziativa – potrebbero partire già nei prossimi giorni in modo da rendere operativo il Fondo entro la fine del mese. I primi test nei supermercati per l’accumulo degli sconti (in pratica, la parte contributiva sostenuta dalle aziende) scatteranno invece in aprile. Rossi Gasparrini, che a metà del dicembre scorso aveva già ottenuto oltre 5mila preiscrizioni, ha poi ricordato che «la partecipazione al Fondo è flessibile, poiché è consentito interrompere i versamenti nei casi in cui non è più possibile e avere comunque indietro il capitale versato».