Pensionati, tredicesima più ricca

24/11/2003


SABATO 22 NOVEMBRE 2003

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
Secondo il ministro del Tesoro si tratta degli effetti della riforma fiscale. "Il sistema dei conti pubblici tiene"
Pensionati, tredicesima più ricca

Lo promette Tremonti. Pezzotta: "Aumento da verificare"
          Le deduzioni passerebbero da 7.000 a 7500 euro, come per i lavoratori dipendenti
          Fischi al ministro che salta il confronto con D´Amato e il leader della Cisl

          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – Le tredicesime dei pensionati saranno leggermente più pesanti. Questo per effetto della riforma fiscale che – in seguito all´allargamento della cosiddetta «no tax area» – accresce le deduzioni applicabili ai pensionati dagli attuali 7mila a 7.500 euro, pari cioè a quelle previste per i lavoratori dipendenti. A margine della Conferenza nazionale di organizzazione della Cisl all´Eur, il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, ha parlato di «una buona sorpresa per Natale» nelle tredicesime dei pensionati senza tuttavia l´entità dell´intervento. Scettico il leader della confederazione sindacale, Savino Pezzotta, che ha immediatamente commentato: «Pensioni più pesanti? Lo verificheremo».
          Il «bonus» di Tremonti aumenta al diminuire del reddito pensionistico. Secondo alcune stime che sono circolate ieri, ad esempio, per un pensionato con un reddito di 8mila euro all´anno, il bonus – frutto di un conguaglio di fine anno – dovrebbe essere pari a circa 182 euro, mentre per un pensionato con 26mila euro il bonus sarebbe di circa 90 euro. A questo aumento, che entrerà in vigore quest´anno per effetto della riforma fiscale, si aggiungerà un beneficio di altri 154,94 euro per i pensionati con il trattamento minimo, beneficio derivante invece dall´ultima Finanziaria del centrosinistra e che dunque non va confuso con il «regalo» annunciato da Tremonti.
          Sonoramente fischiato dalla platea cislina al suo ingresso nel Palacongressi, Tremonti – che ha preferito «parlare da solo», come ha ironizzato Pezzotta, anzichè partecipare alla tavola rotonda con lo stesso Pezzotta, Enrico Letta, Corrado Passera e Antonio D´Amato, come inizialmente previsto dal programma – ha chiesto clemenza: «Ovviamente – ha detto il ministro non appena preso il microfono – confido nell´ospitalità». Tremonti ha difeso la riforma delle pensioni, «perché sarebbe stato impossibile e irresponsabile sottrarsi al vincolo delle riforme, dal momento che il nostro Paese ha il terzo debito pubblico del mondo» e ha dichiarato che «i conti pubblici tengono». Dopodiché ha riconosciuto le difficoltà dei lavoratori e dei pensionati: «I salari sono sempre più allineati con quelli orientali, mentre i costi sono occidentali: questa è la morsa. Bisogna difendere il lavoro e il valore delle retribuzioni in un mondo che è senza regole».
          Pezzotta è fermo, invece, nel respingere il progetto del governo: la riforma delle pensioni «non funzionerà e tra due anni ci chiameranno per cambiarla di nuovo: spero che il Parlamento la blocchi». Il leader della Cisl – che oggi chiuderà l´assemblea – accusa il governo di non aver voluto un confronto serio: «Mi chiedo se per affrontare una riforma delle pensioni basti presentarsi al tavolo con una fotocopia e due curve: questo non è un confronto vero e la riforma è strutturalmente sbagliata». Sulle pensioni il sindacato continua ad essere unito. «Questa che Tremonti propone non è una riforma, ma una controriforma: accentuerà tutti gli squilibri e renderà il sistema particolarmente iniquo», dice Epifani, che oggi parlerà anch´egli davanti all´assemblea cislina.
          «Non accetteremo mai la riforma così come è stata prospettata – aggiunge il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti – una riforma cioè difficilmente efficace, certamente inapplicabile e giustificata solo da ragioni inventate». Angeletti è però d´accordo sul fatto che vada allungata l´età lavorativa: «Ma questo può essere possibile solo attraverso il ricorso a incentivi e strumenti volontari: bisogna lasciare alla gente la libertà di decidere quando andare in pensione».