Pensionati, sgravi anti-sommerso

12/12/2002

            12 dicembre 2002




            Pensionati, sgravi anti-sommerso

            La Finanziaria – Nuove misure nel maxi-emendamento – Pari deduzioni Irpef per chi lavora e chi è in quiescenza


            ROMA – Il maxiemendamento alla Finanziaria, che il Governo si appresta a presentare in aula al Senato, conterrà anche una norma per favorire l’emersione dei pensionati che lavorano in nero, accompagnata dalla regolarizzazione dei pensionati che svolgono un’attività senza versare i relativi contributi. Lo ha annunciato ieri Giuseppe Vitaletti, consigliere del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso della presentazione del Rapporto sulla Finanziaria messo a punto dall’Osservatorio e Centro studi monetari della Luiss. All’interno del maxiemendamento verrà altresì inserita una modifica che ritocca le detrazioni previste dalla nuova curva dell’Irpef. Il risultato – ha spiegato lo stesso Vitaletti – sarà quello che nessun sostituto d’imposta dovrà utilizzare le norme sulla clausola di salvaguardia, che consentono ai contribuenti di optare per la vecchia tassazione in caso di saldo sfavorevole. In arrivo una sanatoria anche per le imposte di registro, ipotecarie e catestali. Resta in piedi l’estensione dell’attuale concordato ai redditi del 2001, con trasformazione «per via parlamentare» in un vero e proprio condono, e ampliamento della platea dei soggetti interessati allo «scudo fiscale». Per l’eventuale mini-sanatoria edilizia, la partita si giocherà quando i relativi emendamenti verranno votati. Ulteriori modifiche sulla parte fiscale saranno oggetto di interventi successivi. In particolare, Vitaletti ha annunciato che le deduzioni riconosciute a lavoratori dipendenti e pensionati (attualmente pari a 7.500 e 7mila €) saranno parificate dal 2004. Quanto al riordino del sistema pensionistico, per il consigliere di Tremonti la riforma non si farà in questa legislatura «perché la curva dei costi previdenziali prima della gobba avrà nei prossimi 4 anni un avvallamento». La questione si porrà nella prossima legislatura. Infine le cartolarizzazioni degli immobili, che «proseguiranno nel 2003 e forse anche nel 2004». Primi voti intanto, nell’aula del Senato. Terminata la discussione generale, Palazzo Madama ha completato l’esame del bilancio di previsione ed approvato il primo articolo della Finanziaria, che fissa il saldo netto da finanziare e il ricorso al mercato. Accantonati invece gli articoli relativi all’Irpef e alla sospensione delle addizionali, mentre è stata approvata la riduzione al 34% dell’Irpeg. Il tutto mentre il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, minacciava le dimissioni in caso di mancata approvazione dell’emendamento che estende anche ai pensionati italiani all’estero l’aumento della pensione minima. Ieri, la messa a punto delle novità da introdurre nella manovra attraverso il maxiemendamento è proseguita nelle stanze di Via XX Settembre. Giulio Tremonti, a Bruxelles per l’Ecofin, è ritornato in serata a Roma proprio per seguire l’operazione. Per la quale – ha avvertito il sottosegretario Vito Tanzi – occorrerà attendere fino a domani. Si lavora all’allargamento dei concordati e della chiusura delle liti pendenti nonché all’estensione alle società della facoltà di aderire alla nuova versione dello scudo fiscale. Eppoi il condono, nei confronti del quale le perplessità non mancano, a cominciare da quelle dello stesso Tanzi. Il tutto per conseguire gli 8 miliardi di € che dovrebbero essere il frutto delle sanatorie. Ieri Giuseppe Vegas ha ribadito che i concordati sono indispensabili in una fase di passaggio dalla precedente alla nuova struttura dell’Irpef, passaggio che esordisce proprio con la Finanziaria. Vegas, che ha seguito tutta la discussione sulla manovra, ha assicurato la correttezza formale delle coperture messe in dubbio da Enrico Morando, ds, ma ha altresì ammesso che l’attuale sistema di leggi contabili mostra la corda e che, soprattutto dopo la riforma del ’99 e il ritorno alle Finanziarie omnibus, la colluvie di emendamenti e l’intrico delle procedure richiedono una revisione.
            LUIGI LAZZI GAZZINI
            DINO PESOLE