Pensionamenti anticipati, nei primi tre mesi -7,14%

04/06/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
131, pag. 3 del 4/6/2003
di Teresa Pittelli


Gli ultimi dati Inps. Crescono i trattamenti di vecchiaia liquidati: +1,81%.

Pensionamenti anticipati, nei primi tre mesi -7,14%

Pensionamenti anticipati in calo nel 2003. Secondo l’Inps nei primi tre mesi dell’anno sono state liquidate 198.396 nuove pensioni, con un calo del 5,98% rispetto allo stesso periodo del 2002, soprattutto per quanto riguarda la voce anzianità, che ha registrato un -7,14%. Cresce, invece, anche se poco, il numero delle pensioni di vecchiaia liquidate (+1,81%).

È quanto emerge dal rapporto dell’istituto sull’andamento produttivo dei primi tre mesi dell’anno. Secondo Aldo Smolizza, presidente del Civ dell’Inps, ´i dati mostrano una situazione sotto controllo, visto che non c’è nessuna fuga verso le pensioni di anzianità, mentre l’aumento delle pensioni di vecchiaia’, aggiunge Smolizza, ´era ampiamente previsto’. Sempre ieri, inoltre, dall’Istat sono arrivate le cifre sulla spesa per pensioni, che per l’istituto di statistica ammonta a 178 milioni di euro all’anno, al netto delle pensioni erogate all’estero e di quelle non classificabili geograficamente (rispettivamente il 2,3% e lo 0,8% del totale). Tornando ai dati trimestrali dell’Inps, marzo si chiude con un calo del 5,98% delle domande accolte, passate dalle oltre 211.010 del 2002 alle 198.396 del 2003. In calo anche le pensioni definite (da 298.825 a 286.659), diminuite del 4,07%. Aumentano, invece, nel 2003, e domande di pensione presentate, salite da 263.957 a 286.419 con un incremento dell’8,51%. Un aumento al quale ha contribuito anche la presentazione di 13.309 richieste per la trasformazione di pensioni di invalidità in pensioni di vecchiaia o di anzianità, sulla base di una sentenza della Corte di cassazione. Nel trimestre, infine, calano sensibilmente le giacenze, che passano da 213.323 a 212.613. Per quanto riguarda le singole gestioni, in calo le domande accolte per dipendenti (-11,32%), artigiani (-0,7%) e commercianti (-3,04%).

Una situazione particolare, invece, mostra il fondo volo (quello dei piloti), che registra un boom delle pensioni di anzianità e invalidità accolte, rispettivamente del 62,5% e del 150% rispetto ai primi tre mesi del 2002.

- La rilevazione Istat. Le prestazioni previdenziali e assistenziali, al netto di quelle erogate all’estero e non classificabili geograficamente, sono circa 21 milioni e mezzo, per un importo complessivo di 178 milioni di euro nell’anno, pari a circa 8.300 euro a persona. Questa la fotografia delle prestazioni dell’Inps erogate in Italia, elaborate dall’istituto di statistica e confermate dal ministero del welfare. La maggior parte delle pensioni (49%) e della spesa (51,8%) si concentra nelle regioni settentrionali, mentre nel Mezzogiorno le prestazioni previdenziali erogate sono poco più di un terzo (30,3%), mentre la spesa ammonta al 26,7% del valore complessivo.

Sensibili differenze per aree geografiche, inoltre, si rilevano anche per gli importi medi delle diverse tipologie di prestazioni. Che nel Nord sono più elevati e pari a 8.700 euro, mentre nel Mezzogiorno si aggirano sui 7.300 euro. Analizzando i dati per tipo di pensione, poi, si scopre che quelle ivs, cioè invalidità, vecchiaia e superstiti, e quelle indennitarie (cioè le rendite per infortuni sul lavoro) sono erogate soprattutto al Nord (rispettivamente 51,4% e 44%).

Mentre le pensioni assistenziali sono percepite soprattutto da chi risiede al Sud e al Centro. In particolare, gli importi medi delle pensioni ivs del Centro sono superiori del 5,8% rispetto alla media nazionale. Leggendo i dati regionali, infine, si rileva che la Lombardia, con 3,4 miliondi di pensioni (16% del totale) e una spesa di 31,7 milioni di euro (17,8% del totale), è la regione con più pensionati, seguita da Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Veneto.