Peggiorano i conti dell´Italia

25/03/2005

    venerdì 25 marzo 2005

      Pagina 36 – Economia
      L´Istat corregge al ribasso il dato (era all´1,1%).
      Berlusconi: "Quando vedo il segno più sono soddisfatto"
      Peggiorano i conti dell´Italia
      economia 2004 ferma all´1%
      E il governo abbatte all´1,5% le stime per il 2005

        ROBERTO PETRINI

        ROMA – L´economia italiana segna il passo. La stima definitiva dell´Istat sulla crescita del prodotto interno lordo nel 2004 indica un tasso dell´1 per cento secco, un decimale in meno rispetto ai calcoli preliminari annunciati il 15 febbraio scorso che indicavano una crescita dell´1,1 per cento. In entrambi i casi si tratta di dati corretti per i giorni lavorativi, i quali non tengono conto che nel 2004 si è lavorato 5 giorni in più rispetto al 2003 e sono dunque confrontabili. Anche la performance del quarto trimestre del 2004, rispetto ai tre mesi precedenti, è peggiorata alla luce del consuntivo: siamo scesi a meno 0,4 per cento (contro il precedente meno 0,3 per cento) realizzando il risultato peggiore dal secondo trimestre del 2003.

        L´ingresso con il «freno a mano tirato» nel 2005 (come ha detto il responsabile del programma dei Ds Bersani) crea problemi anche per l´anno in corso: ieri è stato il ministro dell´Economia Siniscalco a dichiarare che «punterebbe su una crescita dell´1,5 per cento». Presumibilmente sarà questa la cifra che sarà inserita nella prossimo aggiornamento dei conti dell´Azienda Italia atteso per metà aprile e che ridimensiona i programmi del governo che fino ad oggi stimavano un risultato del 2,1 per cento. Nei prossimi giorni è attesa anche la previsione di Bruxelles mentre l´Fmi ha già parlato di quota 1,2 per cento per il 2005 e la Banca d´Italia di 1,1-1,3 per cento.

        Il confronto con Germania e Francia ci assegna la maglia nera: il quarto trimestre ha segnato una crescita dello 0,8 a Parigi e una diminuzione dello 0,2 a Berlino. Lo stesso Siniscalco non ha nascosto le proprie preoccupazioni: «Una macchina per stare in piedi – ha detto ieri sera a Porta a porta – deve crescere all´incirca del 2 per cento, nel 2004 invece è stata solo dell´1 per cento». Anche Berlusconi ha reagito ai nuovi dati dell´Istat: «Quando vedo un segno più per il Pil si deve essere già soddisfatti», ha dichiarato il presidente del Consiglio. «Continuo ad essere fiducioso – ha aggiunto – che la macchina produttiva italiana sappia trovare i rimedi di una situazione oggettivamente difficile del mercato globale».

        La revisione al ribasso del Pil reale, cioè al netto dell´inflazione, non va tuttavia ad incidere sul rapporto tra deficit e Pil che resta per il 2004 al 3 per cento secco. Il motivo è che il rapporto fatidico si calcola tenendo conto del Pil nominale e senza depurarlo dai giorni lavorativi. La questione non dovrebbe porsi, secondo il governo, neppure per il 2005: «Nonostante le modifiche al patto di stabilità non credo che sforeremo il parametro del 3 per cento». Anche in questo caso l´Fmi ha recentemente indicato tuttavia un 3,6 per cento.

          Tornando al Pil del 2004 da segnalare il ritorno in voga dell´Italia agricola, il cosiddetto settore primario. Questo comparto nel quarto trimestre del 2004 è cresciuto dell´1,3 per cento (corretto al rialzo rispetto al precedente 1,2) contro una diminuzione dell´ 0,8 dell´industria. La circostanza ha provocato le reazioni positive dell´intero settore di Confagricoltura e del ministro Alemanno.