PD: i votanti sono stati 3.517.370 e a Veltroni il 75,8%

18/10/2007
    giovedì 18 ottobre 2007

    Pagina 6 – Politica

    PARTITO DEMOCRATICO
    I NUMERI

    I votanti sono stati 3.517.370 e a Veltroni il 75,8% e 2.315 dei 2.841 componenti dell’assemblea costituente

    Fuori Santagata e Nicola Rossi
    Sì la Binetti, Concia non entra

      di Andrea Carugati / Roma

      Alle primarie del 14 ottobre hanno votato 3 milioni 517mila e 370 italiani. Questo il dato definitivo dell’affluenza. Quanto ai candidati leader, Veltroni ha ottenuto oltre 2,6 milioni di voti, pari al 75,8%, Rosy Bindi 453mila voti pari al 12,9%, Enrico Letta 389mila voti pari all’11%. Seguono a grande distanza Mario Adinolfi (5906 voti) e Piergiorgio Gawronski con 2376.

      I seggi: su un totale di 2841, Veltroni ne totalizza 2315, distribuiti tra tra i 1485 della lista «Democratici per Veltroni», i 225 della compagine di sinistra, i 171 della «Ambiente, innovazione, lavoro» e i 434 seggi delle varie liste territoriali. Per Rosy Bindi ci saranno 309 seggi e per Enrico Letta 217.

      Quanto agli eletti, si è risolto il rebus legato ad alcuni big: ce l’hanno fatta Vincenzo Visco e Paola Binetti, mentre restano fuori il ministro prodiano Giulio Santagata, l’economista Nicola Rossi, il responsabile Informazione dei ds Roberto Cuillo, e la portavoce di Gayleft Paola Concia. Ce l’hanno fatta, invece, Andrea Benedino e Sergio Lo Giudice, esponenti di punta del movimento omosessuale. «Di gay, su un totale ci circa 30 candidati, sono passati solo in 4-5», dice Concia. «Ora sarà compito di tutti i costituenti farsi carico delle battaglie per i diritti civili e dei gay. In particolare degli eletti nella lista di sinistra». È passata però la Binetti. «Sono felice per lei, ci siamo sentite, e mi ha detto che è molto dispiaciuta per la mia esclusione. Avevamo iniziato un dialogo su temi importanti, avrei voluto poterlo proseguire dentro quell’assemblea. Pazienza. Ma la nostra non deve essere una battaglia di minoranza. Per questo mi auguro che dei nostri temi si facciano carico tutti, anche la Binetti». Tra i promossi anche il regista Ferzan Ozpetek, Matteo Orfini, stretto collaboratore di Massimo D’Alema, l’ex assessore romano Renato Nicolini e il segretario della sezione ds del centro della Capitale Fabio Nicolucci, che correva con Letta. Buone notizie anche per il deputato teodem Enzo Carra e per il ministro dell’Agricoltura Paolo De Castro, che sono stati recuperati grazie alla ripartizione dei “resti”. Disco verde anche per Walter Verini, braccio destro di Veltroni in Campidoglio.

      «Sono molto sereno. Non sono stato eletto, semplicemente perchè ho preso meno voti degli altri», commenta Santagata. Mentre un altro escluso eccellente, Mario Barbi (anche lui vicinissimo al premier) dice: «Il risultato non mi ha sorpreso. Non ho nessun rimpianto. La mia è stata una candidatura di bandiera e di servizio».

      Resta la domanda su quali siano i pesi delle varie aree nel nuovo partito: stime affidabili parlano di un 40% di Ds, 25% di margheriti e il resto di senza tessera più alcuni rappresentanti dei socialisti, dei repubblicani e del mondo sindacale. Il ministro Giuseppe Fioroni, capofila degli ex popolari si dice «soddisfatto perchè almeno il 50% degli eletti proviene dall’area popolare e liberaldemocratica. È un’assemblea equilibrata, che rappresenta tutte le culture che danno vita al Pd». Naturalmente Fioroni, in quella percentuale, include anche le truppe di Bindi e Letta. Ma Rosy, che festeggia il suo risultato («Ho preso quanto Mastella e un altro partitino…») si chiama fuori: «Sono contro le correnti». Non ci saranno nuovi assi «con quelli con cui andavo d’accordo prima. Ammesso che ci andassi d’accordo. Le vecchie appartenenze non esistono più». Festeggia il risultato anche Gianni Pittella, coordinatore dei lettiani: «Il successo di Letta è uno degli elementi più importanti e politicamente significativi delle primarie». Le due liste minori di Veltroni, invece, mettono i puntini sulle “i”. La lista Melandri (ambiente, innovazione) sostiene di aver realizzato un «piccolo miracolo: 245 delegati, di cui 62 eletti in listoni con nomi diversi. Così anche «A sinistra», che si attribuisce oltre 300 seggi, di cui 225 nella lista ufficiale e un altro centinaio come frutto di listoni locali.

      Conti che non comprendono la Campania, dove lo scrutinio è sospeso, come conferma il direttore dell’Utar Nicola Tremante. All’una della notte tra martedì e mercoledì i lavori si sono interrotti, dopo le accese proteste di alcuni candidati per la lentezza dello spoglio. Mancherebbero all’appello i dati di 25 collegi di Napoli e Provincia. Scrutatori, rappresentanti di lista e dei partiti si sono riuniti in assemblea ieri pomeriggio. Difficile che lo spoglio termini prima della fine della settimana. Sembra che sia stato eletto segretario regionale Tino Iannuzzi, ma gli altri candidati fanno appello a Veltroni e chiedono un riconteggio. Tensioni anche in Sardegna, dove è stata ufficializzata l’elezione a leader regionale di Antonello Cabras che ha battuto Renato Soru per 79 seggi a 70. Ma i sostenitori di Soru contestano l’annullamento di alcune schede.