Paura per l’ economia, due italiani su tre tagliano i consumi

21/10/2002

sabato , 19 ottobre 2002
ECONOMIA
Paura per l’ economia, due italiani su tre tagliano i consumi

Mannheimer Renato

Gli italiani sono sempre più pessimisti sul futuro dell’ economia. L’ esistenza di un trend negativo del «sentiment» dei cittadini è un fenomeno già noto da tempo. Ma pochi ritenevano che si sarebbe raggiunto un livello addirittura inferiore a quello rilevato subito dopo l’ 11 settembre 2001, all’ indomani dell’ attacco terrorista contro New York. Allora allo sgomento si associavano la speranza e la volontà di reazione al terribile attentato, mentre oggi molti appaiono assai più scettici sulla p ossibilità di un recupero dell’ economia nel breve periodo. Alcuni dei quesiti che concorrono a formare l’ indice sintetico chiariscono il quadro. Il 35% che a settembre prevedeva un peggioramento dell’ economia del Paese è divenuto oggi il 37%. E gl i ottimisti si sono ridotti al 13%. Riguardo alla propria situazione economica personale, gli ottimisti sono tradizionalmente di più («L’ Italia va male, ma io me la cavo»), ma anch’ essi non superano oggi il 16%. In più, appaiono particolarmente pes simisti i 40-60enni e i possessori di titoli di studio più elevati, vale a dire gli individui forse più «centrali» socialmente. Ancora una volta, però, la discriminante principale non è demografica, ma è costituita dall’ orientamento politico: nell’ impossibilità o quasi di accedere a dati «veri» sulla situazione economica, ci si orienta secondo il posizionamento sull’ asse sinistra-destra. Gli elettori dell’ opposizione (i ds assai più dei votanti per la Margherita) risultano più pessimisti di quelli dei partiti di governo. Ma anche tra costoro le previsioni negative sono molto più diffuse che in passato. Tra i numerosi fattori da cui dipende questo atteggiamento, uno dei più citati è il timore di un riaccendersi dell’ inflazione, stimolat o anche dal cambio lira-euro. E’ un’ ipotesi che molti economisti tendono ad escludere, ma che viene espressa da quasi metà del campione intervistato, anche – in misura minore, ma comunque rilevante – tra chi è orientato al centrodestra. La conseguen za potrebbe essere la contrazione dei consumi di un certo rilievo, annunciata nel sondaggio da quasi due italiani su tre. Non è detto però che essa si verifichi davvero: al Forum della piccola e media impresa, organizzato da Ambrosetti a Prato, dove questi dati sono stati illustrati, i presenti – che costituiscono in larga misura il nerbo dell’ economia del Paese – hanno espresso previsioni assai più ottimistiche. Confortati dalle analisi, altrettanto positive, dell’ economista Vaciago. C’ è da sperare che costoro – che «sentono» forse la situazione economica più da vicino dei cittadini comuni – abbiano visto giusto e che le fosche previsioni dell’ italiano medio siano smentite.