Patto per rilanciare i consumi

29/11/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Congiuntura – Centromarca propone una grande intesa con la distribuzione per favorire la ripresa del mercato

    Patto per rilanciare i consumi
    Le imprese: consegne stabili a ottobre – Valducci: sono troppo disomogenei i piani delle Regioni
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – Una grande intesa tra industria di marca e distribuzione per rilanciare i consumi alla luce dell’emergenza dopo l’11 settembre e della necessità di migliorare le relazioni con i consumatori. Questo il messaggio di fondo emerso ieri dall’assemblea di Centromarca, svoltasi a Milano. Nel frattempo si fa strada, nel Governo, l’analisi su una possibile revisione della legge di riforma del commercio, a tre anni di distanza dal varo, anche per evitare il rischio di una eccessiva frammentazione delle legislazioni regionali. «C’è una sostanziale tenuta dell’andamento dei mercati dell’industria di marca – ha affermato Ernesto Illy, presidente di Centromarca – e questo è sicuramente un dato confortante. Le ultime rilevazioni sul sell-in (ossia i prodotti venduti alle catene distributive, ndr) aggiornate a ottobre, mostrano una sostanziale tenuta dei volumi. La situazione però resta di elevata complessità». L’Eurisko ha effettuato poi un attento sondaggio sulle «preoccupazioni degli italiani», dal quale è emerso che la fiducia in generale è in caduta libera per quanto riguarda le aspettative a breve e a lungo termine, sia a livello generale che personale. Il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, di fronte alla platea di Centromarca si è detto «fiducioso sul l’evoluzione positiva della situazione economica anche in tempi non lunghi», e ha avvertito che occorre dare risposte chiare ai consumatori e anche ai movimenti che si oppongono alla globalizzazione del l’economia, e che quindi «rappresentano una pericolosa deriva». D’Amato ha posto l’accento sul fatto che «da qualche tempo a questa parte si parla più di consumatori che di lavoratori». «Sicurezza alimentare e fiducia dei consumatori – ha osservato il presidente di Confindustria – sono questioni di fondamentale importanza cui l’industria deve dare risposte consapevoli. I consumatori devono capire che la marca dà fiducia». E D’Amato ha quindi lanciato un appello alle imprese di marca e anche alle catene distributive per sviluppare un impegno comune affinché vengano migliorati i rapporti con i consumatori, incrementando il livello di comunicazione e informazione sui prodotti. Rilevante al riguardo l’impegno delle imprese sul fronte delle iniziative di responsabilità sociale, della sicurezza alimentare e della difesa dell’ambiente. La sfida decisiva oggi si gioca sul rilancio di un rapporto diretto con il consumatore, ha aggiunto Paolo Barilla, presidente dell’Associazione europea dell’industria di marca (Aim). Le turbolenze sul fronte dei consumi e la sfiducia delle famiglia impongono poi alle imprese di essere in grado di saper reagire con opportuna flessibilità organizzativa, ha sottolineato Livio Buttignol, amministratore delegato di Autogrill e presidente del Consiglio nazionale del centri commerciali (Cncc). Nei prossimi mesi ci sarà poi da affrontare il capitolo della revisione della riforma del commercio. «Le recenti modifiche costituzionali hanno introdotto un nuovo scenario – ha rilevato Mario Valducci, sottosegretario alle Attività produttive -. Occorre rivedere la legge 114, ossia la riforma del commercio in molti punti. Oggi abbiamo una ventina di modelli differenti, il rischio è che questo processo si accentui sempre più d’ora in avanti con il federalismo. Il bilancio della riforma indica che a livello locale sono stati applicati in molti casi criteri restrittivi e lontani dallo spirito della riforma. Dobbiamo mantenere un quadro complessivo di riferimento, non possiamo permetterci di passare a un eccessivo localismo che di fatto frantumi il "made in Italy" in un proliferare di produzioni con una eccessiva caratterizzazione regionalistica. Il Governo infine sta studiando come introdurre nel collegato alla Finanziaria il finanziamento del programma di sviluppo dell’e-commerce su larga scala sfruttando l’adozione dei sistemi computerizzati al posto degli attuali registratori di cassa».
    Giovedí 29 Novembre 2001
 
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