Patto per la crescita, primo ok. Epifani: subito fondi al sociale

28/10/2010

«Siamo soddisfatti». Così Emma Marcegaglia annuncia il primo risultato positivo del tavolo tra parti sociali sullo sviluppo e la crescita, annunciato circa un mese fa al convegno di Genova. Su quattro capitoli l’intesa è stata raggiunta: ricerca e innovazione, ammortizzatori, Sud e semplificazione nella pubblica amministrazione. Le richieste saranno presentate al governo. Tra 15 giorni ci sarà una nuova convocazione sugli altri temi concordati, fisco, federalismo e produttività. Sarà quella la vera prova del fuoco, che misurerà la temperatura delle relazioni industriali nel nostro Paese, messe sotto pressione dalla «questione Fiat» o «Marchionne ».
LE PARTI Per il presidente degli industriali si tratta del primo step sulla strada del dialogo con tutte le sigle sindacali, Cgil inclusa, operazione di cui può vantarsi di essere l’ispiratrice. Quanto al sindacato di Guglielmo Epifani, da tempo «picconato» dal governo con l’intenzione di dividere i rappresentanti dei lavoratori, già a Genova aveva mostrato aperture, con l’obiettivo di ridiscutere su un piano più ampio sia la contrattazione, sia la rappresentanza. Non è un caso che ieri sia toccato proprio ad Epifani esporre le dieci richieste del tavolo sul tema centrale dell’intesa: il sociale. «Sui temi dell’emergenza sociale – ha detto il segretario Cgil – c’è la convergenza di tutti, è questa la questione più urgente». Tra le richieste, l’estensione della cassa in deroga, la prosecuzione degli ammortizzatori sociali, il problema dei lavoratori in mobilità che non possono andare in pensione, la detassazione del secondo livello di contrattazione. «In molti grandi gruppi – ha concluso Epifani – già da novembre abbiamo il problema della scadenza degli strumenti per sostenere i lavoratori». Secondo Marcegaglia il punto decisivo per tornare a crescere riguarda la ricerca. Su questo tema il tavolo ha sviluppato proposte dettagliate, il cui costo complessivo ammonterebbe a circa un miliardo di euro. Tra le parti è stata decisa una «rete di innovazione che rimarrà strutturale – ha spiegato la leader degli industriali – lavoreremo a borse di studio, contratti di sostegno alle imprese e lavoreremo con le banche per programmi di finanza privata». Tra le richieste, la riattivazione del credito d’imposta automatico, voce spesso «osteggiata» dal «rigore» di Giulio Tremonti. Ma al ministro le imprese promettono un meccanismo di controllo da attivare per evitare sprechi. Quanto al Sud, le proposte partono da un’intesa tra imprese e ministero degli Interni sulla legalità. È il primo passo per «favorire quegli investimenti – spiega Raffaele Bonanni (Cisl) – necessari a colmare il gap del Mezzogiorno con il Nord». Tra gli obiettivi, la lotta al lavoro nero e la razionalizzazione della spesa dei fondi europei, da concentrare nelle grandi infrastrutture. La reazione del governo si capirà presto: è atteso infatti il decreto sviluppo che dovrebbe finanziare le politiche per la crescita. Intanto ieri governo, Regioni Province e parti sociali hanno siglato l’intesa sull’apprendistato. Per Maurizio Sacconi l’intesa punta a combattere l’uso distorto del tirocinio e delle collaborazioni. Fulvio Fammoni (Cgil) avverte: «La riforma deve essere ancora fatta e il tavolo che si insedia deve darsi l’obiettivo di raggiungere un risultato ben prima dei 12 mesi previsti»