Patto Margherita-Cisl Treu e Letta i registi

07/06/2002


VENERDÌ, 07 GIUGNO 2002
 
Pagina 4 – Interni
 
IL RETROSCENA
 
Nella segreteria di Pezzotta sono quattro i dirigenti filo-Rutelli
 
Patto Margherita-Cisl Treu e Letta i registi
 
 
 
L´avvicinamento dei centristi è anche una risposta a D´Antoni, che tenta di spostare a destra il sindacato di cui è stato leader
 
UMBERTO ROSSO

ROMA – L´sos l´aveva già lanciato ai tempi della prima guerra con Cofferati, il suo carissimo nemico, ma poi lo sciopero generale unitario di aprile mise la sordina alle polemiche. Ma ora che il tavolo sull´articolo 18 torna clamorosamente a sdoppiarsi, Savino Pezzotta ha bussato di nuovo al portone della Margherita, il partito di riferimento dopo che il segretario della Cisl ha mollato al suo destino Sergio D´Antoni. Pezzotta ha chiesto protezione e copertura politica, sotto il fuoco della Cgil che a Cisl e Uil ha praticamente dato del traditore, e ha trovato orecchie attente in Francesco Rutelli. Anche per spezzare l´accerchiamento del sindacato cattolico dunque il leader della Margherita ha sfidato il Cinese, e la Quercia, assicurandosi però che non scatteranno trappole. Il leader della Cisl ha garantito infatti a Rutelli, che si è lanciato a difesa del confronto a tutto campo con il governo, che andrà sì a giocare la partita ma a carte scoperte. Niente "mani" sottobanco, come teme il sospettoso Cinese, sull´articolo 18 comunque non si transige. Rutelli, del resto, ha preso le sue contromisure. Con Enrico Letta e Tiziano Treu che sono, con Franco Marini, i terminali della Margherita per la Cisl, ha studiato la geografia aggiornata del sindacato. Un terzo sta con Pezzotta, che presidia il centro; un terzo con Bonanni, il capo del pubblico impiego, delfino di D´Antoni, l´ala di destra. E infine l´altro terzo sta con la Margherita, ed è l´ala sinistra della Cisl. Al vertice della segreteria confederale possono contare su quattro pedine (Trere, Guerisoli, Santini, Baretta). A conti fatti, senza l´appoggio della sinistra interna – che non vuole modifiche al 18 – Pezzotta si ritroverebbe disarcionato. Tanto più che i suoi rapporti con i dantoniani sono tempestosi. Da quando Savino è salito sul gradino più alto, al posto di Sergio D´Antoni, poltrona che però – secondo certi patti – avrebbe dovuto cedere a Raffaele Bonanni.
Siglata l´alleanza con la sinistra interna, Pezzotta è dunque costretto a seguire un percorso obbligato. Ma la mossa di Rutelli sarebbe anche una risposta all´assalto che la destra della Cisl sta sferrando, per attirare una fetta del sindacato nell´orbita dell´Udc, dove si è posizionato D´Antoni (con Buttiglione e Follini). Il Cofferati signor no, il Cinese che usa il sindacato per la sua scalata politica , la Cgil che non tratta: "battage" quotidiano, al centro come in periferia, per sollecitare l´orgoglio cislino e spostare il sindacato verso il centrodestra. Le parole del presidente della Margherita, pur scatenando tempesta con i ds, dall´altra parte rassicurano quadri e militanti di base della Cisl, confortati al più alto livello politico nella scelta di proseguire il confronto con il governo. Non indotti in tentazione. Almeno per il momento. Perché le sorti della Cisl s´intrecciano strettamente con la trattativa in corso con il governo. Pezzotta è atteso al momento di tirare le somme, che per un sindacalista si traduce così: quanto riuscirà a portare a casa?