Patto, crociata della Cisl

22/07/2002

20 luglio 2002

 
Guglielmo Epifani contrattacca: «Sono gli altri che fanno politica»
Patto, crociata della Cisl
Fabio Sebatiani
Pezzotta: «Dossier con le ingiurie della Cgil contro di noi»
«Venduti per un piatto di lenticchie», «accordo truffa», «pacco per l’Italia», «fermiamo il patto scellerato». Gli slogan, i volantini, gli striscioni che hanno caratterizzato la protesta del movimento sindacale contro il "Patto per l’Italia" firmato da Cisl e Uil da oggi entrano a far parte del dossier che Savino Pezzotta sta preparando per "cautelarsi" dai rovesci dell’autunno caldo. Se non l’avesse raccontata proprio lui, così, dalle colonne de "la Repubblica" saremmo autorizzati a pensare al solito colpo estivo. E invece no, è tutto vero. La Cisl, e la Uil, si preparano ad affrontare il confronto con i lavoratori. Cosa c’è di meglio che provare a interpretare la parte delle vittime designate? Alcuni episodi di questi giorni nei luoghi di lavoro parlano di un clima difficile, sì, ma a causa dei tentativi della Cisl, come alla Piaggio di Pontedera, di fare assemblee "separate", senza la presenza della Fiom. Proprio alla Piaggio i lavoratori hanno capito il giochino e hanno seguito i delegati della Cgil. Più o meno la stessa cosa è accaduta ieri alla Fincantieri di Ancona.

Per Pezzotta, quello dei volantini e degli striscioni comparsi in queste settimane nelle decine e decine di manifestazioni che si sono tenute un po’ in tutta Italia nell’ambito degli scioperi articolati proclamati dalla Cgil, è «un linguaggio che sembra dettato dalla volontà di scavare un fossato incolmabile». «Segno di un clima di intolleranza che certo non aiuta una discussione pacata – continua il segretario della Cisl nell’intervista de "la Repubblica" – che nega una storia e dei percorsi comuni». Il segretario della Cisl invita Cofferati, «se non a scusarsi», «almeno a prendere pubblicamente le distanze richiamando i suoi a toni più corretti».

Insomma, a Savino Pezzotta è bastata una fugace frequentazione dei palazzi del potere, giusto il tempo di una "firmetta", per assorbire tutti i metodi della rissa, pardon del "dialogo sociale", già messi in pratica da alcuni ministri nei mesi scorsi. Il leit motiv è sempre lo stesso: isolare la Cgil. Ora, però, che si avvicina la resa dei conti con i lavoratori (la Uil si è detta pronta ad una consultazione nei luoghi di lavoro mentre la Cisl ha dichiarato che è disposta a farla solo tra i suoi iscritti) il clima viene "scaldato" ad arte per assicurarsi una fuga dall’uscita di sicurezza.

L’uscita di Pezzotta, infatti, sembra far parte di una sorta di "campagna nazionale" lanciata alle proprie strutture. Proprio due giorni fa il segretario della Fim del Piemonte Gianni Vizio ha denunciato la presenza sul sito della di alcuni slogan, «mincacciosi», del tipo "Pezzotta e Angeletti ne vedrete delle belle" e "Il patto per l’Italia è proprio una vergogna chi lo ha voluto si nascondi nella fogna". Cosa c’è di realmente minaccioso? Così commenta Vizio: «In questo atteggiamento, in queste parole, può celarsi un rischio ancora più subdolo e grave: ovvero, quello di fornire una inconsapevole giustificazione rispetto all’alimentazione di un clima torbido, che può portare a conseguenze pericolose». E’ l’altro leit motiv, quello che ha accostato la Cgil al terrorismo.

A chi dice che la Cgil sta facendo politica, Guglielmo Epifani risponde che a fare politica «sono Cisl e Uil», le quali hanno sottoscritto con il governo un accordo che dà all’esecutivo carta bianca per attuare «le proprie politiche economiche». Questo, secondo il numero due della Cgil è tanto più vero alla luce dei contenuti del patto, anche andando al di là della questione dell’articolo 18. Perciò, «l’atteggiamento di Cisl e Uil è incomprensibile», anche perché i principi contenuti nel documento mirano «in maniera evidente a far svolgere al sindacato altre funzioni rispetto a quelle che gli sono proprie». Tuttavia, sullo sfondo, secondo Epifani deve rimanere l’intento di perseguire sempre «l’unità sindacale, che bisogna provare a ricostruire, un rapporto unitario che è doveroso perché un sindacato debole e diviso indebolisce i lavoratori». Guglielmo Epifani non ignora la rivendicazione di Pezzotta di aumenti salariali oltre ll’1,4%. Ma aggiunge: «Se Cisl e Uil si esprimono in maniera critica, sarebbe bene che agissero di conseguenza e si vedrà». Il giudizio della Cgil sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria «è critico», ha detto in particolare Epifani, aggiungendo che «per quanto riguarda anche Cisl e Uil, sento dire che anche il loro giudizio è tale, ma con chiarezza non l’ho ancora capito. Spero che ne diano anch’essi un giudizio negativo, e se così sarà, spero che Cisl e Uil siano pronte a iniziative di lotta e mobilitazione. Quindi ora aspettiamo di vedere cosa faranno». Quanto al tetto programmato di inflazione previsto dal governo all’1,4%, secondo Epifani «non è credibile». Intanto, lunedì prossimo alle 14 i leader di Cgil, Cisl e Uil incontrano i capigruppo di Camera e Senato dell’Ulivo. L’iniziativa dell’Ulivo nasce dalla volontà di aprire un confronto sui temi del documento di programmazione economica e finanziaria del governo.