Patto a tre per la lotta al sommerso

12/10/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Il presidente di Confindustria D’Amato lancia una «grande alleanza» con Governo e Guardia di Finanza contro l’economia «in nero»

    Patto a tre per la lotta al sommerso
    Tremonti: proroga fino a primavera per le domande di emersione – Dagli imprenditori un codice di autodisciplina
    Barbara Fiammeri
    ROMA – La guerra al sommerso è cominciata. A combatterla saranno insieme al Governo e alla Guardia di Finanza anche le imprese. Una «grande alleanza», l’ha definita ieri il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato,nellaconferenza stampa tenutasi a Viale del l’Astronomia congiuntamente al ministro del l’Economia Giulio Tremonti e al Comandante generale della Guardia di Finanza, Alberto Zignani, che avevano partecipato poco prima alla Consulta dei presidenti di Viale dell’Astronomia. All’indomani del varo della legge per il rilancio dell’economia che contiene anche le nuove misure per l’emersione, il leader degli industriali ha infatti voluto riunire oltre 200 presidenti di associazioni territoriali e delle Camere di commercio ribadendo così al Governo e alla Guardia di Finanza il forte impegno di Viale dell’Astronomia nella lotta all’economia illegale. Un impegno sottolineato dallo stesso Tremonti che ha attribuito «in gran parte il provvedimento» proprio alla «passione civile» del presidente di Confindustria. Il ministro dell’Economia ha confermato che nel decreto sul l’euro verranno inserite le modifiche già concordate con le parti sociali e anche la proroga della scadenza del 30 novembre prevista dalla legge per la presentazione della dichiarazione di emersione. Tremonti non ha voluto indicare una data precisa: «Il tempo per emergere – ha detto il ministro – sarà prorogato dal 30 novembre a una data più congrua, presumibilmente in primavera». Il ministro ha spiegato che la decisione non è stata ancora presa e non ha escluso che si potrebbe arrivare anche ad uno slittamento di sei mesi, fino «ad aprile o maggio». «Dopodiché – ha però avvertito Tremonti – non ci saranno più proroghe». E per chi ha deciso di rimanere in nero sarà molto più difficile sfuggire ai controlli perché, come ha annunciato il ministro, l’attività delle Fiamme Gialle sarà rivolta «più al sommerso che all’emerso». La Guardia di Finanza, ha spiegato il Comandante Zignani, sta mettendo a punto un piano contro il sommerso che prevede: formazione specializzata (30 ufficiali e 225 sottoufficiali partecipano a corsi ad hoc); nuovo sistema informatico per il controllo incrociato dei dati provenienti da uffici tributari, Inps, Enel, Tim, Omnitel, dal catasto e dalle società erogatrici di acqua e gas; snellimento delle procedure di verifica sul campo per aumentare i controlli. «Quello che abbiamo messo in piedi – ha detto ancora Tremonti – è un meccanismo di incentivi e remore. Incentiviamo l’emersione creando le condizioni favorevoli. Ma se un imprenditore insiste, caduti gli alibi, incorre in maggiori possibilità di un’azione repressiva efficace». E a proposito di «condizioni favorevoli» il Presidente di Confindustria ha ribadito la necessità che il Governo porti avanti un percorso di riforme che consenta la riduzione strutturale dei costi di sistema. Insomma, per D’Amato, la battaglia contro il «nero» si può vincere solo se nel frattempo i costi (fiscale, del lavoro, ma anche quelli relativi ai servizi e alle infrastrutture) saranno divenuti sostenibili rendendo così più competitive le aziende sul mercato. È questa «la strada maestra» per rilanciare lo sviluppo del Paese e del Mezzogiorno in particolare. Gli industriali – ha assicurato D’Amato – faranno la loro parte. A partire dal codice di autodisciplina che verrà integrato proprio per promuovere una maggiore consapevolezza e sensibilità nella lotta contro il sommerso attraverso il sostegno e l’assistenza alle imprese che intendono tornare nella legalità: «Gli imprenditori saranno vigili al loro interno, ma anche vigili nei confronti di chi è vicino». Perché, ha aggiunto, «siamo convinti che occorre un sapiente dosaggio di forte repressione e rispetto della legalità, di forte e incisiva riduzione delle inefficienze di sistema, ma anche un importante cambiamento culturale nel Paese». E a questo proposito il presidente di Confindustria ha sottolineato che in passato non sono mancate «distrazioni e, in qualche caso, compiacenze». Un atteggiamento che, come ha spiegato Tremonti, è frutto dell’anomalia italiana di avere una quota di economia sommersa quasi doppia rispetto a quella degli altri paesi. «Non siamo talebani fiscali – ha ironizzato – occorre una gradualità degli interventi». Il ministro dell’Economia ha poi voluto sottolineare che per il Governo le misure per l’emersione rappresentano anzitutto una battaglia di civiltà: «Il gettito prodotto dall’emersione sarà destinato alla riduzione delle aliquote e quindi per lo Stato si tratta sostanzialmente di una partita di giro». Il ministro ha poi ricordato che il provvedimento introduce anche procedure per sanare le violazioni in materia ambientale. Quanto alla possibilità di inserimento delle aziende oggi in nero in aree attrezzate, il Presidente della Confindustria ha detto che le associazioni territoriali sono già in contatto con gli enti locali per promuovere iniziative in tal senso.
    Venerdí 12 Ottobre 2001
 

 
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