Patti decentrati. I dubbi della Cgil “Nienti ricatti, un tavolo”

25/08/2009

Non piace alla Cgil la sollecitazione rivolta sul Corriere dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, al sindacato, affinché dia corso, nei prossimi rinnovi contrattuali, ai salari differenziati oppure rinunci alla detassazione degli straordinari.
Di più, il segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso, definisce quello del ministro «un atteggiamento ricattatorio», finalizzato all`isolamento della Cgil e basato su alcune «falsità». In particolare la sindacalista respinge la logica dell`aut aut perché il governo non può dire «o fate così o cambiamo la legge». Inoltre Camusso nega che la riforma del modello contrattuale firmato da Cisl e Uil, ma non dalla Cgil, abbia introdotto la contrattazione di secondo livello: «Al contrario l`accordo presenta il limi- te di non estenderla, utilizzando le stesse formule del`93». Infine il segretario confederale riporta l`accento sul tema delle risorse per i lavoratori che terminano l`indennità di disoccupazione e per i precari, definendole «insufficienti».
All`interno della Cgil, dove pure le posizioni sulla contrattazione decentrata sono articolate, come ha dimostrato il segretario confederale Nicoletta Rocchi, auspicando una «svolta» del suo sindacato verso la riduzione del ruolo del contratto nazionale, le parole di Sacconi sollevano molte critiche.
«Il ministro, cedendo alle sollecitazioni di parte del governo verso le differenziazioni salariali, opera un`invasione di campo nei confronti dell`autonomia delle parti sociali» premette Carlo Podda, leader della Funzione pubblica. Che aggiunge:
«Nel merito, il problema non è tanto quello di differenziare i salari quanto piuttosto di sostenere la domanda di consumi in quello che si annuncia un autunno difficile».
Prova a lanciare una proposta il segretario confederale Agostino Megale: «Il buon senso, in un periodo come questo, suggerirebbe di non puntare alla divisione dei sindacati, come fa Sacconi, temendo un loro ritorno all`unità. Ma piuttosto, per il governo, di attivare un tavolo sulla crisi in cui si parli di come aumentare la produttività, e, per il sindacato, di concludere rinnovi contrattuali unitari».
Secondo Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro di Milano, la detassazione non dovrebbe riguardare solo i premi di risultato, come propone Sacconi, ma la busta paga dei lavoratori dipendenti che hanno perso potere d`acquisto.
Quanto alla contrattazione di secondo livello, «può essere anche territoriale, purché di settore per evitare la stortura delle gabbie salariali».
Non usa mezzi toni il segretario nazionale della Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi, secondo cui l`intervista del ministro Sacconi «dà l`avvio ad un autunno di durissimi scontri e conflitti».
Il ministro Sacconi, secondo Cremaschi, propone «un programma sociale ancora più iniquo delle gabbie salariali» proposte dalla Lega «perché quelle sono territorio per territorio, mentre il ministro le vuole imporre azienda per azienda».