Patta: «Congresso unitario, la Cgil ha cambiato rotta»

12/09/2005
    sabato 10 settembre 2005

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    Capitale/Lavoro

    Patta: «Congresso unitario,
    la Cgil ha cambiato rotta»

      MANUELA CARTOSIO
      MILANO

        «Abbassare i toni della polemica, alzare il livello dei contenuti». Parole sante quelle di Nerina Benuzzi (segreteria Cgil Milano) ieri all’assemblea regionale di Lavoro Società. Da mettere in pratica con urgenza, altrimenti – se va avanti così – il XV congresso della Cgil interesserà solo pochi intimi. L’avvio del congresso del centenario è segnato dalla spaccatura interna alla sinistra Cgil e dal conseguente inacidimento dei rapporti tra Fiom e Lavoro Società. Quest’ultima, guidata da Giampaolo Patta, sopravvive come «area programmatica» ma cessa di essere minoranza. Il congresso, quindi, sarà unitario. Con l’unico distinguo di tre tesi alternative. Due, sulla democrazia sindacale, presentate separatamente da Patta e dal segretario generale della Fiom Rinaldini. Che firma anche la terza, sulle politiche contrattuali. Il segretario della Fiom Giorgio Cremaschi, ex (a questo punto) aderente a Lavoro Società, non essendo riusciuto a presentare un documento alternativo di minoranza, è confluito sulle due tesi Rinaldini. Un documento sottoscritto un mese fa dai 12 membri della segreteria nazionale della Cgil garantisce a Lavoro Società una «quota» del 20%, pari a quella ottenuta al precedente congresso. Un gruppo di quadri e delegati, giudicando imbarazzante la preventiva spartizione dei pani e dei pesci, ne ha chiesto l’annullamento. Nessuno nel direttivo nazionale del 5 settembre ha chiesto di mettere ai voti la loro richiesta.Il direttivo si è chiuso «con un voto all’unanimità». Su questo particolare, «sfuggito ai pochi giornali che si occupano di queste cose», ieri Patta ha insistito più volte.

          Buona parte della relazione introduttiva di Nicola Nicolosi (Cgil Lombardia) e delle conclusioni di Patta è servita a spiegare perché il nome «Lavoro Società» non è più seguito da «Cambiare rotta». La Cgil di Epifani, grazie anche al contributo della minoranza, «si è spostata a sinistra». La rotta, ora, va semplicemente «mantenuta». «Abbiamo tolto la Cgil dal pantano della concertazione», rivendica con orgoglio Nicolosi, «non ci siamo fatti cooptare come insinua qualche malevolo». Non è vero che il congresso è finito prima di cominciare, assicura Patta. Servirà per irrobustire le scelte antiliberiste della confederazione e per mettere in chiaro che, in caso di vittoria del centrosinistra, non ci saranno da cassare solo le porcherie del governo Berlusconi. «Ci sarà da ridiscutere della riforma Dini delle pensioni, non ci dimentichiamo che noi l’abbiamo bocciata. E del pacchetto Treu che, per ora, ha fatto più danni della legge 30».

            Uditorio e interventi tutti d’accordo con la svolta unitaria di Lavoro Società. Solo Donato Supino (Cgil Como) ha elencato recenti errori e omissioni della Cgil. A suo parere, non c’era proprio bisogno che la sinistra sindacale presentasse due tesi alternative sulla democrazia. «Patta non riesce a unire la sinistra sindacale e pretende di unire quella politica».