Pasti fuori casa, spesi 52 miliardi

02/02/2004

        Domenica 01 Febbraio 2004



        Pasti fuori casa, spesi 52 miliardi


        RIMINI – Nel 2003 gli italiani hanno speso 52,6 miliardi di euro per il "pasto fuori casa": questo il giro d’affari stimato da AcNielsen, in crescita rispetto ai 52 miliardi del 2002. La società di ricerche di mercato ha effettuato per conto di Rimini Fiera un’indagine sull’argomento e i dati sono stati presentati ieri durante la giornata inaugurale della 34esima Mostra internazionale dell’alimentazione (Mia), che resterà aperta fino al 3 febbraio. La parte del leone la fa la ristorazione commerciale, con l’85,5% del mercato (66% ristoranti e 34% bar), mentre il 14,5% riguarda la ristorazione collettiva, come le mense. Le ricette della tradizione italiana sono le migliori per l’85% degli italiani, che paradossalmente si trovano sempre più spesso costretti a mangiare in fretta e in piedi. Un’abitudine che vede restii gli uomini, ma che coinvolge il 31% delle donne italiane. Tra gli esercizi commerciali, si consolida il numero di fast-food, (22% del 2003 contro il 18% dell’anno precedente), mentre perde quota la moda della pizza a domicilio. Fra le cucine etniche, frequentate dal 9% degli italiani almeno una volta al mese, scende quella cinese, salgono quelle messicana, indiana e giapponese. Anche l’universo "beverage", rappresentato al Mia di Rimini dalle sezioni "Pianeta birra" e "Beverage & co.", mostra dati interessanti: il 57,7% degli italiani (superiori ai 14 anni) bevono birra, con una percentuale superiore tra gli uomini (70,8%) rispetto alle donne (45,8%). Per il 78,2% degli interpellati, la birra è degna compagna della pizza (84,1% donne e 73,9% uomini). In generale, comunque, l’indagine AcNielsen mostra come stiano cambiando le abitudini in fatto di bere per gli italiani. Dall’esame del consumo delle bevande fredde, infatti, emerge che quelle più diffuse sono l’acqua minerale (86%) e il vino (60%), ma compaiono anche bevande considerate oggetto di consumo di massa, tra cui il tè freddo pronto (50%), gradito soprattutto a pranzo dai giovani. Ancora alta, poi, la percentuale di chi preferisce il caffè cremoso (40% nella fascia d’età che va dai 20 ai 24 anni e 56% in quella 25-34), anche se aumentano i gusti aromatizzati. Il 3% consuma 5 caffè al giorno, la metà degli italiani 2 o 3, il 17% nessuno.

        R.E.