Pasqua salva il bilancio degli albergatori

05/06/2003



          Giovedí 05 Giugno 2003
          Turismo


          Il «ponte» di Pasqua salva il bilancio degli albergatori


          ROMA – Pasqua ha riservato una bella sorpresa all’industria turistica, che è riuscita a cancellare il ricordo del 2002, quando l’emergenza terrorismo aveva drasticamente fatto calare l’afflusso di turisti. Tra il 18 e il 27 aprile scorsi, infatti, le presenze negli alberghi sono aumentate del 16,9%. E anche se la crescita è stata particolarmente intensa per la clientela italiana (+25,4%), la tendenza positiva non ha trascurato gli stranieri (+8%). Sul bilancio, tuttavia, ha esercitato un influsso favorevole il fatto che Pasqua fosse molto "bassa" e per giunta all’interno di un lunghissimo "ponte" dal 25 aprile al 1° maggio.
          Secondo l’Istat, nel periodo 18-27 aprile 2003 l’aumento delle presenze nazionali si è esteso a tutte le zone d’Italia, con punte più sostenute per le regioni nord-orientali (+31,7%) e meridionali (+29%). Ma anche nel Nord-Ovest (+12,5%) e nelle regioni centrali (+23,2%) la situazione si è rivelata positiva.
          Favorite le strutture ricettive più ampie: il 67,6% dei turisti ha infatti pernottato in alberghi con più di 50 posti letto.
          E gli alberghi intanto si aggiornano, adeguandosi alle nuove teconologie. L’86,7% è dotato di pc, il 77,9% dispone di un indirizzo di posta elettronica e il 74,3% utilizza Internet.
          Anche il ricorso a iniziative di incentivazione del turismo non è trascurato: oltre metà degli alberghi (52,5%) ha partecipato o ha intenzione di partecipare a promozioni di varia natura, il 56,6% ha sviluppato o conta di sviluppare iniziative pubblicitarie e più di uno su quattro (27,9%) ha aderito o conta di aderire a forme di associazionismo come consorzi, reti e franchising. Per il prossimo futuro, tuttavia, tra gli albergatori traspare scarso ottimismo. L’opinione prevalente (55,7%) è che le presenze nel periodo maggio-luglio saranno stazionarie. Ma è molto folto anche il plotone dei pessimisti (il 32,8% prevede un calo), mentre gli ottimisti sono appena il 9,4%.
          ELIO PAGNOTTA