“Partiti” Forza Italia, la diaspora degli offesi (M.Feltri)

23/11/2006
    gioved� 23 novembre 2006

    Pagina 12- Politica

    IL PARTITO SI STA SFILACCIANDO IN ATTESA DI UN RILANCIO CON I MILLE CIRCOLI

      Forza Italia, la diaspora degli offesi

      Viaggio nella balena azzurra

        Inchiesta/1
        Mattia Feltri

          ROMA
          Durante la Festa del Cinema, Gianni Letta fu visto al ricevimento in onore di Nicole Kidman. Poi al ricevimento in onore di Leonardo Di Caprio. Poi al ricevimento in onore di Monica Bellucci. E a quel punto tutti si sono chiesti: ma che succede in Forza Italia? Succede, che Marcello Dell’Utri sta preparando la convention dei �Circoli della libert�, che comincia domani a Montecatini. Si riuniranno mille circoli, anche se c’� un innocente trucco contabile: per arrivare alla quota di mille, alcuni circoli un po’ troppo numerosi sono stati scissi. In qualche incontro pubblico, Silvio Berlusconi ha detto che i circoli di Dell’Utri sono il futuro del centrodestra. La presenza di Gianfranco Fini, sabato, dovrebbe testimoniare un primo piccolo passo verso il partito unico, sebbene Sandro Bondi, lui in privato, sostenga che Berlusconi fa cos� soltanto per compiacere il vecchio sodale.

          Nel frattempo, Marcello Pera vive pi� in America che in Italia. Gli amici dicono che sta studiando. Incontra filosofi, politologi. L’altro giorno, a New York, ha presentato i discorsi di Benedetto XVI in una sala dell’Onu. Quando rimpatria, arriva al Senato ed � subito di malumore. Dicono che gli manchi da pazzi la gloria dello status. E poi � nero con Berlusconi. �Parlo di quello che volete, ma non di Silvio�, avverte gli interlocutori. Stiamo perdendo la guerra di civilt�, spiega, e nessuno fa niente. Sono tutti indizi. Per esempio � comprensibile, qualche volta, vedere l’ex ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, passeggiare in via dei Condotti a impegnare nel lusso una parte del suo cospicuo patrimonio. Ma Lunardi si � tirato fuori, come Lucio Stanca, che era ministro dell’Innovazione e ora lucida le sue preziose Triumph.

          Tutti indizi che prendono una piega quando un parlamentare di Forza Italia si confida: �Hanno fatto le nomine dei Servizi segreti, e a noi non ci hanno nemmeno chiamato�. Quel noi vorrebbe dire, appunto, Gianni Letta. Il grande Richelieu di una stagione, l’uomo che si � seppellito a Palazzo Chigi per un lustro e da l�, fra l’altro (molto altro), ha condotto le trattative per la liberazione dei nostri ostaggi in Medio Oriente. A elezioni perse, Letta si concesse qualche giorno di riposo in una beauty farm di Merano. La notizia fece scalpore. Letta in vacanza era qualcosa di assolutamente inedito. Poi, il mese scorso, Letta ci � tornato. Dicono che sia ancora il plenipotenziario di Berlusconi, ma di un Berlusconi che a Roma va poco, che ha attraversato l’estate in Sardegna, che manifesta tutti i sintomi di stanchezza poi spiattellati da �Libero�. Allora Letta va alla Notte bianca. Inaugura a Palazzo Venezia la mostra di Rosetta Acerbi. Presenta il romanzo di Walter Veltroni al Circolo Canottieri. L’ultima zampata risale alle nomine dei direttori Rai, e poi riceve le telefonate di Pier Ferdinando Casini furente per qualsiasi dichiarazione di Berlusconi.

          Se davvero Forza Italia si sta sfilacciando, lo si nota dallo strano vagare dei suoi outsider. Tutti i professoroni, i cervelloni di cui Berlusconi si � nel tempo circondato per dare sostanza alla scatola, sembrano impegnati a fare qualcosa di diverso. E’ formidabile, infatti, che il centrodestra manchi sempre il colpaccio al Senato, dove il senatore Dell’Utri non si vede quasi mai. Ma lui � lui, ovvio. Pensa ai circoli e alle grane giudiziarie. Pensa al futuro, proprio come Ferdinando Adornato che nell’ambito dei circoli – i suoi, quelli di �Liberal�, pronti ad associarsi a quelli di Dell’Utri – sta lavorando al progetto del quotidiano di Forza Italia, annunciato in edicola per febbraio. Raccontano che, quando l’ha saputo (da altri), Paolo Guzzanti ci sia rimasto molto male. E allora si � ributtato a capofitto nel suo blog, che ha chiamato �Rivoluzione italiana�, e da dove fa l’oltranzista, annuncia i furori della manifestazione del 2 dicembre, recrimina sul megainciucio che ha coperto la commissione �Mitrokhin�. Quando Giancarlo Lehner, molto amato da Berlusconi, ha scritto della �gestione dilettantistica e personalistica� fatta della commissione da Guzzanti, e anche a quei �disastri� ha attribuito la responsabilit� della sconfitta, Guzzanti ha capito di essere incompreso. E che la fronda deve proseguire su Internet.

          Insomma, tutti sono furenti con tutti. A Cesare Previti quasi non rivolgono la parola. Lui va qualche volta a Porto Ercole, e il suo orizzonte � la conclusione delle vicende giudiziarie. Poi, forse, si lever� qualche soddisfazione. Il pi� offeso di tutti (dopo Pera) � Giuliano Urbani. E’ afflitto da tanta ingratitudine: di Forza Italia � stato uno dei fondatori e – del resto come tutti gli altri – si reputa un po’ pi� intimo dell’ex premier il quale, in cambio, gli ha lasciato un misero posto nel consiglio d’amministrazione della Rai. Ci� non gli impedisce di difenderlo col sangue agli occhi. In Forza Italia dicono che, sotto la sua scrivania, c’� un enorme cestino dentro cui archivia, appallottolata, ogni lagnanza di centrodestra. Urbani, ormai emancipato dal dovere dell’immagine, se ne frega, appallottola, e si stringe per le vie di Roma all’attrice Ida Di Benedetto.