Parti sociali: sul Tfr «giudizio sospeso»

20/09/2005
    martedì 20 settembre 2005

      IN PRIMO PIANO – pagina 5

      Parti sociali: sul Tfr «giudizio sospeso»

        MARCO ROGARI

          ROMA • Sulla riforma del Tfr resta «sospeso» il giudizio delle parti sociali. Che si dichiarano impossibilitate ad esprimere una valutazione definitiva sulla nuova versione del decreto attuativo per l’incompletezza del capitolo riguardante le compensazioni. E che chiedono un incontro al ministro Roberto Maroni per ulteriori chiarimenti prima del 30 settembre, ovvero prima dell’approvazione definitiva del decreto e dell’eventuale provvedimento sulla "copertura". La riunione di ieri delle 23 organizzazioni sindacali e datoriali, firmatarie dell’avviso comune sulla previdenza integrativa, non si è insomma tradotta in un passo in avanti nel lungo confronto sulla "nuova" previdenza integrativa.
          Sul tappeto restano irrisolti tre nodi: le risorse per le compensazioni alle imprese; il protocollo d’intesa tra Governo ed Abi sulle facilitazioni per l’accesso al credito, che non è ancora stato siglato; lo strumento legislativo per garantire le "coperture". Di qui la decisione delle parti sociali di chiedere un nuovo e rapido "faccia a faccia" a Maroni. Al quale oggi sarà recapitato un documento unitario dei 23 firmatari dell’avviso comune contenente le ultime proposte di modifica sulla parte normativa del "nuovo" decreto. Le richieste di modifica sono peraltro limitate: riguardano prevalentemente il capitolo fiscale e le norme che regolano la possibilità per il lavoratore di recesso dal fondo pensione.

          A questo punto resta da vedere quali saranno le mosse di Maroni, che, tra l’altro, resta in attesa del giudizio dell’Abi il cui comitato esecutivo è convocato per domani. Fino a ieri il ministro del Welfare era intenzionato a far approvare definitivamente il nuovo decreto attuativo dal Consiglio dei ministri previsto per il 29 o 30 settembre.
          Che avrebbe dovuto dare il via libera anche all’eventuale decreto legge sulla copertura delle compensazioni, il cui varo sarebbe stato possibile perché contestuale a quello della Finanziaria 2006. La "dote" aggiuntiva per le compensazioni promessa dal Welfare si dovrebbe avvicinare ai 400 milioni per il 2006. Un’operazione complessa, della quale avrebbe dovuto far parte anche il protocollo d’intesa con l’Abi sull’accesso al credito da allegare al decreto attuativo sul Tfr prima dell’approvazione definitiva.

          Ma per le parti sociali le indicazioni arrivate fin qui dal Welfare sono assolutamente «insufficienti» . Il nodo principale ancora da sciogliere — ha spiegato il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi, parlando a nome delle 23 associazioni firmatarie dell’avviso comune — rimane l’articolo 10, cioè quello riguardante le compensazioni alle imprese» . Un articolo che Musi ha definito «incompleto e privo di quegli elementi di conoscenza che avevamo richiesto per esprimere un giudizio» .

          Per questo motivo — ha affermato Musi — nella lettera di accompagnamento che inviamo al ministro sottolineiamo che vogliamo « incontrarlo prima dell’approvazione del testo definitivo da parte del Consiglio dei Ministri » . Un incontro definito indispensabile per le incompletezza dell norme del decreto sulle questioni delle compensazioni e del protocollo d’intesa con l’Abi. « Da parte del Governo — ha aggiunto Musi — c’è stata una carenza informativa. Quando avremo il testo nella sua completezza, nelle sue parti normative e finanziarie, daremo un giudizio » .

            La riforma delle liquidazioni

            Il piano di Maroni.
            Il ministro Maroni nei giorni scorsi ha elaborato una nuova versione del decreto attuativo sul Tfr, da far approvare definitivamente nell’ultimo Consiglio dei ministri di settembre (quindi, entro il 6 ottobre, termine ultimo per l’esercizio della delega sulla previdenza integrativa) contestualmente a un eventuale decreto legge riguardante la copertura delle compensazioni alle imprese. Il tutto parallelamente al varo della Finanziaria 2006

            Le parti sociali.
            Le 23 associazioni sindacali e datoriali firmatarie dell’avviso comune sul Tfr mantengono « sospeso » il giudizio sul nuovo decreto attuativo per la mancanza di chiarezza su compensazioni e facilitazioni per l’acceso al credito

            Le questioni aperte.
            Sulle compensazioni, le parti sociali chiedono chiarimenti sia sull’entità sia sullo strumento legislativo da adottare per assicurare la " copertura". Quanto all’accesso al credito, il protocollo d’intesa con l’Abi annunciato da Maroni, non è stato ancora firmato: l’Associazione bancaria italiana si dovrebbe pronunciare domani.