Parti sociali subito a confronto

31/03/2005
    giovedì 31 marzo 2005

    sezione: PRIMO PIANO – pagina 6

    Parti sociali subito a confronto
    Convocazione tra una settimana Confindustria dice sì

      LINA PALMERINI

      ROMA • Si comincia subito. Due giorni dopo le elezioni regionali, mercoledì 6 aprile, Roberto Maroni convoca tutte le parti sociali per un primo confronto sul costo del lavoro. Il ministro del Welfare, lette le reazioni alla sua proposta di aprire un tavolo ( si veda il Sole di ieri), decide di accelerare i tempi e smarcarsi dalle critiche di chi lo accusa di fare annunci pre elettorali. In realtà, la Lega si è scelta un tema politico — quello del costo del lavoro — che va oltre il voto regionale.
      E, piuttosto, guarda alle elezioni del prossimo anno. Irap, costo del lavoro saranno temi di campagna elettorale cari anche al centro sinistra. Ma, intanto, il ministro del Carroccio prova la fuga in avanti.
      L’obiettivo è arrivare a soluzioni comuni tra Governo e parti sociali per ridurre il cuneo fiscale e gli oneri impropri. E farlo in fretta. Entro la presentazione del Documento di programmazione economica e finanziaria.

      Una scadenza temporale obbligata — secondo il ragionamento di Maroni — per far entrare nel Dpef e, quindi, nella prossima Finanziaria un pacchetto di norme che alleggeriscano il costo lavoro. Un intervento che va sotto il nome di competitività ma che non ha un impatto neutro sulla coalizione di maggioranza. L’idea del ministro leghista è, infatti, di investire quei 12 miliardi di euro — di cui parla il premier per il taglio delle tasse — anche nel taglio dell’Irap e del costo del lavoro. Con questa mossa, il Carroccio rinsalda l’asse con le imprese — questa volta anche le grandi — scommettendo anche sull’aumento del salario netto dei lavoratori. Il punto sono le risorse, oltre quella parte dei 12 miliardi. Ma a stanare il ministro ci dovranno pensare sindacati e imprese.

      «Apprezzo le dichiarazioni di adesione alla proposta di lavorare per ridurre il costo del lavoro» , ha scritto ieri in una nota il ministro del Welfare annunciando la convocazione per il 6 aprile. Le reazioni mattutine all’annuncio di Maroni erano state, infatti, unanimi.
      Un coro di sì accompagnato dalla diffidenza del sindacato che una qualche ragione di prudenza ce l’ha. Cgil, Cisl e Uil sono abituati ormai a trattativefantasma e, questa volta, vogliono toccare per credere. « Le cose che si propongono a 5 giorni dal voto sono strane», ha detto il leader Cgil Epifani. Il leader della Uil Angeletti è « d’accordo che si apra una discussione ma formale ».

      Le imprese sono pronte ad accettare l’invito da Maroni. Anzi, lo aspettavano da tempo. « La Confindustria è pronta sin da oggi a dar vita al tavolo di confronto sul costo del lavoro proposto dal ministro Maroni. La proposta va nella giusta direzione perchè pone una questione chiave per la competitività del nostro sistema industriale», si legge nella nota del comitato di presidenza di Viale dell’Astronomia. Gli industriali da tempo chiedono un intervento « sugli oneri impropri e sul cuneo fiscale e contributivo » e, dunque, « questa proposta non va lasciata cadere ». Esplicito il commento del vicepresidente degli industriali Bombassei: « Un’ottima idea. Sicuramente accetteremo l’invito e speriamo di cominciare al più presto».

      Il mondo delle piccole aziende, del commercio, dell’artigianato è sulla stessa lunghezza d’onda. « La proposta di Maroni è positiva e siamo, da subito, pronti a lavorare su questi temi » , ha commentato il presidente di Confapi, Danilo Broggi. « L’idea va nella direzione giusta ma vogliamo i fatti » , dice il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini. « Confcommercio è fortemente interessata all’apertura di un tavolo per ridurre il cuneo fiscale e contributivo a partire dall’Irap » , dicono all’associazione di Sergio Billè, mentre il presidente di Confesercenti, Marco Venturi giudica « già di per sè un fatto positivo l’affrontare il problema del costo del lavoro » .

        Tra gli alleati di Maroni — e non solo di maggioranza — c’è Adolfo Urso, viceministro di An: « Una proposta giusta, da inserire nel prossimo Dpef e da perseguire con il massimo dialogo sociale » . Scettico il centro sinistra che pure è " affezionato" al tema del costo del lavoro. « Gli annunci che si fanno a tre giorni dalle elezioni bisogna penderli con le pinze. Noi, comunque, siamo favorevoli a un taglio del peso fiscale sul costo del lavoro » , ha commentato il presidente della Margherita Francesco Rutelli. L’appuntamento con i fatti è dopo il voto.