Partecipate, dipendenti senza stipendio in piazza

29/09/2011

La giunta ha assicurato: i soldi ci sono e saranno rimossi immediatamente i Cda delle società

NAPOLI (ci.cn) – Ieri lavoratori delle aziende partecipate del comune di Napoli sono scesi in piazza chiedendo al sindaco la rimozione dei gruppi dirigenti e dei consigli di amministrazione che attualmente gestiscono le loro società e l`accelerazione degli accorpamenti. Una manifestazione è stata promossa davanti alla sede di Palazzo San Giacomo dai 1200 dipendenti di Napoli Servizi e i 500 operatori di Napoli Sociale. Tutti hanno denunciato sprechi di denaro pubblico, promozioni ingiustificate, violazione dei diritti contrattuali, mobbing e vessazioni sui posti di lavoro. Immediata la replica del primo cittadino: "I lavoratori e i sindacati dovevano denunciare da tempo ingiustizie e sprechi, ma meglio tardi che mai – ha sottolineato De Magistris – Nelle prossime ore sarà rimosso l`intero consiglio di amministrazione di Napoli Servizi e i dirigenti e i componenti dei consigli di amministrazione saranno immediatamente rimosso. Hanno prodotto sprechi e utilizzo ingiustificato di denaro pubblico. Chiederemo il risarcimento dei danni". Il sindaco ha anche annunciato che entro ventiquattro ore saranno nominati il nuovo presidente della Fondazione Forum delle Culture e i quattro componenti del comitato scientifico. A quanto pare sarà silurato l`ex assessore alla cultura Nicola Oddati. Sulla gestione delle aziende partecipate i lavoratori hanno sollevato gravissime denunce.
"Un nostro collega, Vittorio Serrapica è stato sospeso perchè ha dichiarato pubblicamente le inadempienze contrattuali e le violazioni dei diritti che sistematicamente si compiono nella nostra azienda – spiega Rosario Andreozzi rappresentante sindacale aziendale della Filcams Cgil – Invitiamo De Magistris a rimuovere immediatamente i dirigenti e il consiglio di amministrazione di Napoli Servizi, la nostra azienda rischia di fallire perchè sono stati legittimati sprechi di denaro pubblico". "I nostri dirigenti alcune componenti sindacali si oppongono alla fusione tra Napoli Servizi e Asia – sottolinea il rappresentante della Filcams Cgil – Vogliono continuare a mantenere in piedi dei carrozzoni ". In lotta anche gli operatori di Napoli Sociale. "La nostra azienda rischia la bancarotta – evidenzia un`operatrice – Le banche non vogliono più concederci crediti o mutui. Non percepiamo gli stipendi da circa due mesi. Da un anno non vengono versati i contributi previdenziali – continua l`operatrice – Intanto, dopo aver speso inutilmente 400mila euro per promuovere inutili corsi di formazione, hanno deciso di spostare nelle scuole alcuni nostri colleghi ex metalmeccanici ed ex edili provenienti dal progetto Sfuma, affidandogli l`incarico di assistere gli alunni diversamente abili, una scelta aziendale alquanto singolare. Assistere i diversamente abili è un`attività alquanto delicata".