Parte la sfida di Parmatour

04/06/2003



          Domenica 01 Giugno 2003
          Turismo
          Parte la sfida di Parmatour

          In vigore la convenzione interbancaria sul debito: la parola alle strategie di sviluppo industriale


          MILANO – Con la fine di maggio è entrata in vigore la convenzione interbancaria e si è chiuso formalmente il capitolo della ristrutturazione finanziaria. Ora Parmatour, la holding che controlla le attività turistiche della famiglia Tanzi, può cominciare con serenità a giocare le carte dello sviluppo "industriale".
          La convenzione riattiva infatti il polmone finanziario, grazie al congelamento dei 310 milioni di indebitamento, sui quali per tre anni il gruppo pagherà solo gli interessi, ma anche grazie a una sostanziosa ricapitalizzazione della famiglia Tanzi (103 milioni già versati, più due tranche da 20,5 milioni nel 2004 e nel 2005).
          Nel frattempo il management, guidato dall’amministratore delegato Roberto Tedesco, ha portato avanti la ristrutturazione interna. Alcune operazioni hanno interessato gli addetti ai lavori, ma altre sono visibili anche ai consumatori. Per esempio i prezzi, che per luglio e agosto sono sugli stessi livelli del 2002, e per giugno e settembre presentano tagli del 10% e anche più, grazie al recupero di efficienza alberghiera e a un tasso di occupazione delle strutture che dovrebbe raggiungere il 70%, anche 20 punti più dell’anno scorso.
          Poi il riposizionamento dei marchi, con l’intera villaggistica sotto Club Vacanze. Su questo fronte, «ci sono due o tre novità in arrivo», afferma Francesca Tanzi, responsabile della gestione di villaggi e alberghi. Per questi ultimi, è prevista anche una maggiore valorizzazione delle strutture dedicate al benessere, a partire dal Grand Hotel Astoria di Lavarone.
          Comitours è il generalista del gruppo, mentre per Going è stata fatta una scommessa coraggiosa. Il catalogo presentato nei giorni scorsi consente per la prima volta al cliente di costruirsi il viaggio come meglio crede. Un obiettivo ambizioso, che non a caso è stato posizionato con un traguardo temporale di tre anni. «Inutile continuare a insistere su quel 18-20% del mercato che già si rivolge ai tour operator, offrendo un nuovo prodotto industrialmente uguale agli altri – spiega Tedesco -. Con Going vogliamo aggredire la fascia del "turista fai da te", con un nuovo confezionamento del prodotto per quel segmento di clientela che non ricorre al turismo organizzato».
          «Abbiamo bisogno di tempo per valutarne il successo, anche perché questa operazione ci obbliga a una complessa riorganizzazione del back office, costruito per prodotti "non negoziabili" – spiega Tedesco -. Un’operazione che speriamo ci premi anche sul fronte dei margini». Sul lato della distribuzione, tutte le agenzie Sestante hanno introdotto i diritti d’agenzia per ogni prodotto offerto, per tenere i bilanci almeno sulla linea di "galleggiamento". Per quanto riguarda Internet, con Last Minute Tour, l’amministratore delegato Giampiero Manzone sta per allargare l’offerta dai soli pacchetti leisure all’hotellerie e al noleggio auto, senza escludere in un prossimo futuro di entrare anche nella biglietteria. «Abbiamo bisogno di 4 stagionalità piene per vedere i risultati, il nostro business si muove piano – conclude Tedesco – tra due anni l’azionista potrà giudicare».
          MARTINO CAVALLI
          Domenica 01 Giugno 2003