Parte la sfida del ristoro autostradale

18/07/2003



        Venerdí 18 Luglio 2003


        Parte la sfida del ristoro autostradale

        Concorrenza – Scadono a settembre novanta concessioni per la gestione degli esercizi commerciali – Molti i gruppi interessati

        NICOLA DANTE BASILE


        MILANO – Viene inaugurato oggi nel l’area di servizio di Bazzera, sull’A4, in prossimità di Mestre, il primo ristorante a marchio Moto dell’omonima società che ha sede a Trezzano sul Naviglio. Con questa apertura, sale a 461 il totale dei punti di ristoro in attività sull’intera rete autostradale nazionale dati in concessione ad aziende private: del totale, 322 hanno l’insegna Autogrill.
        La notizia dell’evento potrebbe anche finire qui, se non fosse che a settembre si apre di fatto il gran ballo per l’assegnazione delle concessioni relative alla gestione di bar e ristoranti autostradali, sia nuove che da rinnovare. Solo ad Autogrill vengono infatti a scadenza 90 licenze, che salgono a 270 nell’arco dei prossimi tre anni. Licenze che dovranno essere riassegnate sulla base della migliore offerta. Solitamente l’assegnazione avviene per bando pubblico, a cui gli aspiranti gestori debbono presentare domanda con relativo progetto, dopo di che si attende il verdetto. Nel caso di Autostrade, il bando è obbligatoriamente pubblico perchè la società è controllata da Edizioni Holding della famiglia Benetton, che è anche socio di maggioranza di Autogrill. Per evitare rischi collegati al conflitto di interesse, l’Autorità Antitrust ha stabilito che a decidere sulle convenzioni sia un terzo. Nel caso specifico è la società Roland Berger.
        Se a tutto questo si aggiunge il fatto che Autogrill, per via della sua già consolidata leadership, non può superare – come ha stabilito ancora l’Autorità della concorrenza – la soglia del 72% del mercato numerico (oggi ha il 71%), si comprende perchè ai bordi del campo vi sono nuovi competitori che scaldano i muscoli, pronti a entrare nell’arena. Alcuni sono nomi già noti, come Ristop (ha già una presenza di poco inferiore al 5% e per questo l’intenzione di acquisto da parte del gruppo Autogrill è stata stoppata dall’Authority), Fini e McDonald’s.
        E poi vi sono nomi nuovi come Moto. Che per la verità è un marchio sconosciuto in Italia, ma non nel resto d’Europa; anzi, in Gran Bretagna è decisamente il numero uno, forte anche al sostegno diretto della holding che lo controlla che ha origini appunto inglesi, la multinazionale Compass (si veda intervista a fianco) che, con il gruppo Cremonini di Modena, ha dato vita alla società e al marchio Moto. Di qui il primo punto vendita di Mestre, che è solo il primo di una serie, come lasciano intendere i protagonisti dell’iniziativa, i quali conoscono bene il valore del business che c’è dietro la sosta in autostrada. Attualmente sui 6mila chilometri di rete autostradale vi sono, come si è già detto all’inizio, 461 punti vendita che alimentano un giro d’affari stimato in 1,05 miliardi di euro. Secondo fonti autorevoli si tratta del valore più alto in assoluto in Europa, seguito a distanza dalla Germania con circa 700 milioni di euro, dalla Gran Bretagna e dalla Francia con circa 400 milioni di euro. Un primato italiano che certamente deve molto al network che indiscutibilmente ha fatto fatto la storia della ristorazione in autostrada, ossia Autogrill.
        Per quanto il business del ristoro autostradale sia il più consistente in termini di affari, vale però la pena osservare che in Italia la ristorazione in concessione non è solo quella dell’autostrada ma comprende anche quella nelle stazioni, negli aeroporti, nelle fiere. Se si considerano tutte queste realtà, la cifra del business collegata alla ristorazione sale a 1,5 miliardi di euro. Dove l’autostrada mantiene un vantaggio incolmabile, ma anche le altre location non scherzano.