Parte il riassetto di Coin

29/03/2005

    sabato 26 marzo 2005

    Pagina 32 – Economia

    Il fondo europeo perfeziona l´acquisto della catena dei grandi magazzini

    Parte il riassetto di Coin
    a Pai il 62%, Opa in estate

    Il prezzo fissato
    è di 2,17 euro per azione,
    inferiore all´ultima
    quotazione di Borsa

    MILANO – Il fondo Pai acquista il 62,9% di Coin a 2,17 euro per azione. Un prezzo decisamente al di sotto delle quotazioni di Borsa, visto che il titolo ha chiuso la seduta di giovedì, l´ultima prima della pausa pasquale, a 2,54 euro per azione. E anche l´Opa obbligatoria, il cui prezzo è fissato per legge come media tra i valori di Borsa degli ultimi 12 mesi e il prezzo cui è avvenuto il passaggio della quota di controllo, avverrà a un valore inferiore del 4,7% rispetto a quello di mercato.

    Nei giorni scorsi tra gli operatori, rimasti delusi dall´offerta, circolavano voci di un´Opa che avrebbe potuto aggirarsi intorno ai 2,6 euro per azione, anche perché a novembre 2003, la famiglia Coin aveva ceduto il 10% del gruppo non a 2,17 euro, ma a ben 2,9 euro per azione. Un valore che oggi avrebbe contribuito ad elevare non di poco il corrispettivo da offrire agli azionisti di minoranza. La famiglia, invece, si è schierata a fianco dei fondi Pai, col quale continuerà a gestire la società.

    Nelle tasche dei Coin, infatti, entreranno subito 180 milioni di euro, che in parte andranno a rimborsare un finanziamento da 35 milioni e in parte verranno reinvestiti nel veicolo che acquisterà il controllo del gruppo. L´operazione è strutturata secondo due fasi. Prima i fondi Pai attraverso una Newco chiamata Canaletto rileveranno l´intero 62,9% in mano ai Coin, poi gli stessi Coin entreranno in Canaletto rilevando una partecipazione del 45%. L´esborso della famiglia veneta sarà proporzionato al successo o meno che riscuoterà l´Opa, complessivamente pari a un valore di circa 120 milioni di euro, e alla quantità di debito che i Coin e i fondi Pai decideranno di inserire nel veicolo.

    La famiglia, assistita da Jp Morgan, ha espresso, a differenza di alcuni fondi azionisti del gruppo, piena soddisfazione per l´operazione: «Grazie al potenziamento della compagine azionaria con l´ingresso di Pai, il gruppo ritrova le condizioni per poter riprendere la propria crescita e rafforzare ulteriormente la posizione di leadership in Italia».

    Le attese per un rilancio sono molte, anche perché il gruppo si appresta a chiudere un esercizio per niente entusiasmante. Dopo il profit warning sulle vendite natalizie, in ambienti vicini alla società si parla di un debito ancora intorno ai 300 milioni e di un margine operativo lordo per l´intero 2004 che potrebbe non arrivare a 80 milioni di euro, ben al di sotto delle stime degli analisti. Sulla redditività avrebbero inciso anche alcuni costi straordinari che il management ha deciso di spesare in questo esercizio.

    Il perfezionamento dell´operazione è subordinato all´approvazione da parte dell´antitrust Ue e dal via libera da parte delle banche finanziatrici di Fincoin e del gruppo Coin. Dovranno infatti essere estinti anche i finanziamenti in essere e cancellate le relative garanzie. Inoltre il perfezionamento è subordinato a ulteriori sospensive, come l´assenza, tra la data di stipulazione del contratto ed il perfezionamento dell´operazione, di eventi che possano avere un impatto negativo di rilievo sulle attività o le condizioni finanziarie del gruppo o i suoi risultati operativi.

    (w.g.)