Parte degli imprenditori: niente firma senza la Cgil

23/04/2001

Tre ore d’incontro in viale dell’Astronomia. Condizioni anche dalla Uil.
Il 27 nuovo vertice per chiudere

Contratti a termine, il fronte D’Amato-Cisl

Parte degli imprenditori: niente firma senza la Cgil

Felicia Masocco

ROMA Assente la Cgil il tavolo sui contratti a termine ha prodotto ieri alcune significative novità. Sul merito, con Cisl e Uil che hanno dato un consenso condizionato al documento proposto dai datori di lavoro. E sul metodo, con una spaccatura nel fronte imprenditoriale che si è fatta più marcata. In pratica la cornice dell’accordo c’è, Cisl e Uil lunedì comunicheranno le loro osservazioni e il 27 ci sarà un nuovo incontro. Ma non è affatto detto che l’intesa separata veda la luce. Lo scenario più probabile trova infatti Confcommercio, Legacoop, Cna Confservizi e Confesercenti, pronte ad insistere sulla necessità di un avviso comune, anche alla Cgil. La stessa rappresentanza dell’Abi avrebbe un mandato a firmare solo con l’organizzazione di Corso d’Italia. E questa, con Sergio Cofferati, ancora ieri mattina aveva detto chiaramente che non avrebbe messo «il sigillo su un prodotto confezionato da altri».

L’impressione è dunque che le difficoltà permangano. Nonostante le dichiarazioni del capodelegazione di confindustra, Giorgio Usai, che al termine dell’incontro di ieri ha commentato positivamente quanto maturato al tavolo e prospettato, sia pure con prudenza, un’imminente conclusione. «E’ stato un incontro utile e produttivo», ha detto «gli emendamenti proposti da parte sindacale non sono stravolgenti rispetto all’impianto dell’ intesa», e possono quindi essere accolti dalle imprese. «Non so se si farà l’accordo -ha precisato- fare previsioni porta male e non tiene conto di possibili imprevisti. Se ci sono le condizioni, chiudiamo».

Gli emendamenti di CisI e Uil sono quelli che Fabio Canapa, segretario confederale dell’organizzazione di via Lucullo, ha elencato al termine della
riunione. Nel caso di avvio di nuove imprese, la confederazione di Via Lucullo ritiene che l’utilizzo dei contratti a termine debba essere stabilito dalla contrattazione; nelle aree a differenti tassi di occupazione le parti devono poter negoziare un diverso utilizzo dei contratti a termine stessi; infine, il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato dovrà essere garantito dalla contrattazione collettiva. «Solo se queste richieste verranno recepite – ha affermato Canapa – daremo un giudizio positivo sull’eventuale documento finale». Per quanto riguarda invece le causali, la Uil riconferma «l’accordo già realizzato con Cgil e Cisl nei mesi scorsi» e sottolinea: «non comprendiamo i motivi per cui si vorrebbe cambiarlo».

Ma soprattutto sulle causali la Cgil fa muro ed è difficile che in una settimana possa cambiare idea. Per il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, «oramai ci sono tutte le condizioni per fare l’intesa» «Mancano solo – ha detto al termine della riunione – alcune piccole limature, ma il merito dell’ impianto del documento presentatoci oggi è condiviso da tutte le associazioni datoriali e organizzaziono sindacali presenti al tavolo. Insomma – ha aggiunto – abbiamo confezionato il vestito. Decisi il colore, il taglio, il modello, mancano solo qualche occhiello e alcuni bottoni». Di «importanti novità» parla anche Graziano Pasqual, che al tavolo rappresenta la Legacoop: l’auspicio è che la Cgil le raccolga. «La nostra organizzazione – continua Pasqual – ritiene che il recupero al tavolo della Cgil sia importante. Dobbiamo continuare la verifica per capire se c’è la possibilità di una ripresa dei confronto sui punti di consenso».

La mattinata si era conclusa con un nuovo glaciale scambio di battute tra Cofferati e D’Amato, entrambi in Campania, ovviamente separati. «Non c’è
dubbio, le riforme si fanno con chi ci sta – aveva detto il leader degli industriali da Sorrento. – Nessuno può più pensare di imporre pedaggi al Paese. Noi li abbiamo invitati».

Dalla Mostra d’Oltremare di Napoli, Cofferati aveva invece denunciato l’intenzione degli industriali di escludere la Col da un’intesa che con altri è stata già raggiunta. «Non è pensabile che la Cgil venga coinvolta solo per dare il sigillo ad una trattativa e a conclusioni che altri hanno prodotto».

Salvo clamorose sorprese, la Cgil tornerà al tavolo. Resta da capire se venerdì prossimo il fronte datoriale sarà compatto.