Parte dal terziario la carica degli over 50

25/09/2003



      Giovedí 25 Settembre 2003


      Parte dal terziario la carica degli over 50


      MILANO – La carica degli over 50. La crescita dei posti di lavoro in Italia è stata tenuta su dall’aumento degli occupati con oltre 50 anni. Secondo l’ultima rilevazione Istat sulle forze di lavoro, ben 161mila delle 231mila persone occupate che si sono aggiunte tra il luglio 2002 e il luglio 2003 appartengono alla fascia di età 50-59 anni. La stragrande maggioranza dei posti in più sono stati creati nel terziario (+154mila nei 50-59, contro il 192mila totale dei servizi), ma un po’ anche nell’industria (+11mila, contro +73mila totali) mentre in questa età l’agricoltura ha perso occupati (-3mila, contro i meno 34mila complessivi). Ma dove lavorano gli over 50? Quali professioni svolgono? Per rispondere consideriamo non solo i cinquantenni, ma tutte le persone con più di 50 anni. In totale, sono quasi cinque milioni di occupati (4,986 milioni), cioè il 22,4% del totale. I due terzi (66,1%) sono maschi, una quota leggermente superiore all’insieme degli occupati (62%). All’opposto, è molto più alta negli over 50 la quota di occupati indipendenti (37,5%) rispetto al dato medio (27,2%). Nella suddivisione per professione, tra gli autonomi il 10,1% sono imprenditori e il 22,6% lavoratori in proprio (con un 4,7% di coadiuvanti). Tra i dipendenti, il 9,7% sono dirigenti e quadri, il 26,4% impiegati e intermedi e il 26,2% operai. La scomposizione per settori indica una maggior presenza nell’agricoltura, rispetto alla media nazionale: 383mila addetti, pari al 7,7% dell’occupazione over 50, contro il 4,9% complessivo. Più ridotta è la presenza nell’industria (che include le costruzioni): 1,3 milioni, cioè il 26,8% (31,8% il dato medio). Mentre più o meno analoga è la quota del terziario: 3,3 milioni, pari al 65,6%, rispetto al 63,3% nel dato complessivo. Questi valori confermano la tendenza che si riscontra dall’esame per fasce di età. Infatti, man mano che l’età cresce sale l’importanza dell’occupazione agricola: dal 3,5% per chi ha 15-29 anni a oltre il 20% per chi ha più di 75 anni. Mentre si contrae quella nell’industria, che passa dal 38,2% per i 15-29enni (addirittura 44,4% nei 15-19 anni) al 19,2% nei 65-69enni. Più stabile, con l’avanzare delle primavere dei lavoratori, è l’importanza dei servizi.

      L.P.