Parte da 5 miliardi il tavolo con le parti sociali

22/03/2007
    giovedì 22 marzo 2007

    Pagina 8 – Economia

    Parte da 5 miliardi il tavolo con le parti sociali

      Oggi il primo incontro. Welfare e previdenza in primo piano. Ici verso il rinvio

        Roma

        VIGILIA – Un incontro ristretto con il vertice di Confindustria ha chiuso ieri i contatti informali del governo prima dell’apertura dei tavoli con le parti sociali fissata per oggi. L’esecutivo sarebbe intenzionato a mettere sul tavolo 5 miliardi da destinare a welfare e previdenza. Di questa somma, 3 miliardi proverrebbero dall’extragettito e altri due (da reperire in tempi più lunghi) dall’unificazione degli enti previdenziali. Almeno stando alle indiscrezioni della vigilia. Il percorso che filtra dal Palazzo indica in giugno la prima «tappa». A ridosso del Dpef dovrebbero chiudersi le partite con le parti sociali, che dovrebbero garantire aiuti ai precari e all’occupazione femminile, pensioni minime più alte, contributi figurativi per i flessibili. La vera domanda è se questo «pacchetto» basterà a chiedere ai sindacati il passaggio agli «scalini» per le pensioni di anzianità e l’applicazione dei coefficienti aggiornati per il contributivo (con qualche correzione). Troppo presto per dirlo, visto che la trattativa è ancora tutta da impostare. Certo, si parte con l’handicap del tavolo sugli Statali già «saltato». Insomma, la partita non sarà facile. Quanto alla casa, sembra rinviato all’autunno (e quindi al prossimo anno) il provvedimento su Ici e affitti. Oggi i capigruppo della commissione Finanze alla Camera decideranno se inserire nel provvedimento sulle rendite Finanziarie anche una delega su Ici e affitti, un provvedimento che comporterebbe comunque tempi lunghi per l’applicazione. Un’ipotesi avanzata ieri anche dal sottosegretario alle Finanze Alfiero Grandi.

        Al vertice con Confindustria Romano Prodi avrebbe illustrato a Luca Cordero di Montezemolo le linee genrali del documento che sarà presentato oggi. Il premier avrebbe assicurato gli industriali sugli interventi in programma, che saranno tutti strutturali. Nessuna una tantum, nessuna misura «a pioggia». Insieme a Prodi erano presenti Tommaso Padoa-Schioppa, Enrico Letta, Pier Luigi Bersani e Cesare Damiano. Montezemolo era accompagnato dal vicepresidente per le relazioni industriali Alberto Bombassei e dal direttore generale Maurizio Beretta. Gli industriali non nascondono la loro preoccupazione per le «sorti» del cuneo fiscale, finito sotto la lente dell’Ue. «Speriamo che il governo mantenga gli impegni», ha commentato Michele Perini, presidente della Fiera di Milano all’uscita dal direttivo dell’Associazione in cui Montezemolo ha riferito dell’incontro con il governo. Bruxelles ipotizza un aiuto di Stato per il fatto che la misura è destinata solo ad alcune imprese: restano escluse banche, assicurazioni e aziende in concessione. «Il tema è se darlo a tutti – ha avvertito Perini – e non se darlo o non darlo». Altri esponenti dell’industria pigiano il tasto degli investimenti in infrastrutture, mentre Guidalberto Guidi torna a fare pressing affinché si di «attenzione a chi crea ricchezza». Ma sugli aiuti alle imprese la partita sembra già persa: lo stesso Padoa-Schioppa che aveva ipotizzato gli interventi ha fatto una sorta di retromarcia. Tanto più che la maggioranza parlamentare ha indicato un percorso chiaro, già scritto in Finanziaria: prima il debito, poi welfare a partire dai più deboli.

        b. di g.