Part time,Cisl e Uil puntano i piedi

18/06/2003

 
 mercoledì 18 giugno 2003
Pagina 30 – Economia
 
 
    Molte le critiche al decreto attuativo della riforma Biagi
    Part time,Cisl e Uil puntano i piedi
    Domani il patto sindacati-Confindustria ma la Cgil è divisa

    RICCARDO DE GENNARO

    ROMA – Il vertice è previsto per domani sera: Cgil, Cisl, Uil e Confindustria dovrebbero firmare l´accordo sulla politica industriale e il rilancio dell´economia, che contiene le conclusioni comuni e le richieste al governo emerse ai quattro «tavoli» bilaterali sindacati-imprenditori su ricerca e innovazione, formazione, reti e infrastrutture, Mezzogiorno, tavoli chiusi negli ultimi giorni di maggio. Oggi, invece, il governo sottoporrà alle parti sociali il decreto attuativo della riforma del mercato del lavoro, già bocciato in toto dalla Cgil. Nell´occasione anche Cisl e Uil muoveranno forti critiche alprovvedimento. In particolare, non piace ai due sindacati l´apertura di ampi spazi alla contrattazione individuale soprattutto in materia di part time (tra l´altro alcune clausole penalizzerebbero coloro che l´hanno scelto spontaneamente), la mancanza di riferimenti alla cessione del ramo d´azienda che faciliterebbe l´esclusione dall´art.18 anche alle imprese sopra i 15 dipendenti, la mancanza di tetti alla flessibilità: «Il provvedimento va cambiato, se il governo non lo farà, saremo contro», dice Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl.
    Il documento sindacati-Confindustria sullo sviluppo economico, dopo la firma, verrà consegnato al governo, che esaminerà le istanze delle parti sociali sulla predisposizione delle risorse necessarie nel Dpef, ma soprattutto in Finanziaria. In estrema sintesi, l´intesa prevede il rafforzamento delle risorse per la ricerca, la riattivazione degli strumenti per il Mezzogiorno sospesi dal governo Berlusconi (bonus occupazione, credito d´imposta, patti territoriali…), un aumento delle risorse per la formazione continua, investimenti nelle reti idriche e energetiche.
    L´intesa con Confindustria non è vista di buon occhio dai «cofferatiani» della segreteria Epifani (Passoni, Casadio, Maulucci, Ghezzi), l´area che si è anche opposta alla decisione di schierare la Cgil sul sì al referendum. Scettica anche la Fiom. L´ipotesi, dunque, è che la Cgil sigli l´intesa per poi firmarla dopo il direttivo di lunedì prossimo, nel quale saranno discussi entrambi i «casi» e ci si conterà. Epifani ha invece il pieno via libera della minoranza di sinistra guidata da Giampaolo Patta, con il quale sarebbe intervenuta una sorta di non belligeranza sulla base dello scambio tra il sì al referendum e l´accordo con Confindustria. A questo punto in Cgil si delineano abbastanza chiaramente due alleanze del tutto inedite: la prima tra Epifani e Patta, che – si dice – potrebbe anche ottenere la carica, nuovissima, di vicesegretario; la seconda tra gli stessi «cofferatiani» e i «d´alemiani» guidati da Panzeri (Milano), Megale (Ires-Cgil) e Amoretti (Inca).