Part time verticale ciclico: nella bozza di testo della Legge di bilancio una risposta per la tutela delle lavoratrici e lavoratori

17/11/2020
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È stato inserito nella bozza della Legge di Bilancio 2021 un articolo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori a part time verticale ciclico. La bozza di testo prevede che “l’intera durata del contratto di lavoro a tempo parziale, che comprende periodi non interamente lavorati, è riconosciuta utile ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità richiesti per l’accesso alla pensione.”
Sono circa 150mila addetti delle pulizie, ristorazione, ausiliariato, mense, che nei periodi di sospensione dal lavoro (come ad esempio chi opera negli appalti scolastici) restano a casa senza percepire nessuna retribuzione e senza vedersi riconosciute le settimane di sospensione involontaria per il calcolo dell’anzianità contributiva ai fini pensionistici.

“Se il testo fosse confermato, avremmo finalmente ottenuto una vittoria importante per la quale con le lavoratrici e i lavoratori, la CGIL e l’INCA, ci siamo battuti da molti anni ” commenta la Filcams, da sempre impegnata al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori con iniziative di denuncia e mobilitazione per rivendicare un diritto sancito dalla Corte di Giustizia Europea, che già dal 2010 aveva stabilito l’obbligo di riconoscimento dei periodi di inattività per i part time con sospensione e per il quale la Filcams, e diverse categorie della Cgil, nel corso degli anni hanno avviato centinaia di ricorsi legali, vincendo sempre le cause contro l’Inps.
Con l’intervento legislativo, se confermato nei termini e nei contenuti come dai noi richiesti, si affermerà il riconoscimento di un primo diritto che avrà effetti positivi concreti per molte lavoratrici e lavoratori dei settori afferenti alla Filcams, che potranno accedere alla pensione senza subire una discriminazione.
Un primo risultato positivo che si colloca nella battaglia più complessiva contro la precarietà contrattuale e salariale e il lavoro povero.