“Part-time 2″ Anche nel terziario è diffuso

11/05/2004
        del lunedì

        sezione: IN PRIMO PIANO
        data: 2004-05-10 – pag: 2
        autore: ROSANNA SANTONOCITO
        In Italia / Inchiesta Gidp-Randstad
        Anche nel terziario è diffuso
        e ora la ricerca si apre ai quadri
        Nelle imprese italiane l’utilizzo del lavoro temporaneo è una realtà consolidata e non più soltanto per figure a bassa qualifica. Per questo, uffici del personale e datori di lavoro sono disponibili ad affidare alle società di fornitura che diventeranno Agenzie del lavoro anche altri incarichi, a partire dalla ricerca & selezione, come la legge 30 consente.

        Ma anche se l’esperienza del lavoro interinale, introdotto in Italia nel 1997, ha costituito un test di affidabilità per gli operatori, è anche vero che le imprese non sono ancora propense a rivolgersi a loro, almeno per un certo tempo, per tutte le necessità di recruiting e per tutte le figure: difficilmente, per esempio, l’inserimento di un manager anche junior passerà dagli uffici delle Agenzie.

        È quanto risulta da un’indagine commissionata da Randstad, multinazionale olandese della fornitura di personale e servizi, all’Associazione direttori risorse umane Gidp/Hrda (www.gidp.it). L’indagine ha coinvolto circa 80 imprese del Nord e Centro Italia, il 56% multinazionali, perlopiù appartenenti al terziario e con oltre 500 dipendenti.

        Il lavoro temporaneo è uno strumento utilizzato dalla quasi totalità delle aziende: il 92% dichiara di aver usato almeno una volta questo servizio e il 16% delle aziende, al 31 marzo 2004, aveva nel proprio organico una quota tra il 2 e il 4% di lavoratori con contratto interinale. Il 68% dei lavoratori temporanei che vengono inseriti in azienda sono impiegati, mentre il 23% è costituito da operai specializzati o generici.

        Secondo Randstad, i dati dimostrano come il lavoro temporaneo, prima utilizzato prevalentemente nei settori produttivi e per reclutare soprattutto figure operative, abbia registrato una crescita notevole nel terziario, dove il numero di impiegati è superiore. La prospettiva, secondo il gruppo olandese, va nella direzione di un allineamento con la media europea, che vede il ricorso ai lavoratori temporanei equamente suddiviso tra impiegati e operai.

        Il lavoro temporaneo viene utilizzato principalmente in accordo con le motivazioni per le quali esso venne introdotto dal pacchetto Treu, e cioè per rispondere a necessità contingenti di manodopera in azienda. Il 76% delle aziende interpellate pensa che, in futuro, utilizzerà in ugual misura o in misura maggiore il lavoro temporaneo. Tra i nuovi servizi che le Agenzie per il lavoro sono titolate a fornire, invece, il 64% dei clienti ritiene possibile l’utilizzo della ricerca e selezione (seguita dallo staff leasing con il 27% e dall’outplacement con il 9%).

        Una novità rispetto al passato è che le aziende dichiarano l’intenzione di affidare alle società fornitrici anche il reperimento dei quadri oltre alle tradizionali figure degli operai generici e specializzati e degli impiegati esecutivi e di concetto. Restano invece fuori i dirigenti, per i quali le imprese continueranno a rivolgersi al mondo dell’executive search.

        «Il dato sui quadri, passati da quota zero a 9,7 di richiesta in pochi anni è molto importante — commenta Paolo Citterio, presidente di Gidp/Hrda — ma attenzione: per svolgere le attività di selezione a questo livello le società fornitrici dovranno dotarsi di strutture adeguate, che comprendano professionisti con età ed esperienza professionale nella selezione che li metta in grado di valutare le figure manageriali. Altrimenti i clienti continueranno a farli ricercare altrove. E non so se tutti gli operatori sono già preparati a questo salto di qualità».