Parmatour:anche Enrico Scotti ha lanciato un’offerta

02/02/2004

GAZZETTA DI PARMA

sabato 31 gennaio 2004

La corsa a Parmatour:anche Enrico Scotti ha lanciato un’offerta
PARMA – Una rosa di pretendenti per Parmatour. Il Tribunale di Parma ieri ha deliberato lo stato di insolvenza di Hit e di Hit International, le due società che insieme a New Holding ricapitalizzarono Parmatour, la società turistica della famiglia Tanzi. Anche sulla base delle decisioni prese dal Tribunale, il commissario straordinario Enrico Bondi valuterà cosa fare dell’azienda legata al turismo.

Bondi ha già alcune proposte. Il primo a farsi avanti è stato Sviluppo Italia spa, la società pubblica guidata da Massimo Caputi, che il 30 dicembre scorso rese noto il proprio interesse per Parmatour. Tra i «papabili» ci sono anche il Gruppo Boscolo e la Domina Vacanze di Ernesto Preatoni. Quest’ultimo ieri ha ribadito l’interesse per Parmatour. «E’ chiaro che vorrei vedere dentro ai conti – ha detto il patron del gruppo Domina – Ma ritengo che siamo nelle condizioni di poter essere interessati. Se Parmatour fosse gestita da Domina Vacanze sono convinto che la gente prenoterebbe i viaggi. In secondo luogo per noi i villaggi turistici di Parmatour sono molto interessanti».

La società del gruppo Parmalat interessa anche a altri. Negli ultimi giorni si è fatto avanti Enrico Scotti, della società pavese Scotti e partners. Il nome di Scotti non è nuovo: già dal 1997 si occupò della riorganizzazione della divisione distribuzione della società della famiglia Tanzi (allora si chiamava Club Vacanze spa). Scotti rimise il proprio mandato nel giugno 1999, in seguito a divergenze che definisce «insanabili» con la proprietà. Ora torna alla carica: insieme all’avvocato milanese Massimo Burghignoli, Scotti nei giorni scorsi ha proposto al commissario straordinario Bondi di farsi carico della gestione dell’azienda. «Noi siamo interessati sia alla vendita sia alla gestione sia all’affitto di un ramo d’azienda – spiega l’imprenditore pavese – Dipende da quello che Bondi decide di fare di Parmatour. Il suo, in questo momento, è un lavoro non semplice». Da un lato c’è l’esigenza di prender tempo da parte del commissario straordinario che deve assumere informazioni, sbrogliando una complessa matassa. Dall’altro ci sono i soggetti interessati che vorrebbero intervenire quanto prima per non perdere il pregio aziendale: «Il valore di Parmatour – spiega Enrico Scotti – è costituito in parte minore dagli assets tangibili, cioè gli immobili, e, in parte predominante, dagli assets intangibili. Questi ultimi sono i marchi, i portafogli clienti, l’avviamento commerciale e sono facilmente deperibili».

Il gruppo Scotti ha già elaborato una ipotesi di valorizzazione industriale di Parmatour, dando priorità ai marchi e relativi avviamenti (Club Vacanze, Comitours, Going, Chiariva, Sestante Travel Network e Lastminutetour) piuttosto che alla parte immobiliare. «Il nostro piano mira a recuperare gli assets intangibili di Parmatour ma in forma autonoma rispetto alla pura gestione immobiliare dei villaggi, che è attività diversa e probabilmente vincolata dalla pesante situazione debitoria del gruppo» dice Scotti.

Il piano industriale di Scotti e partners si pone l’obiettivo di «raggiungere il pareggio operativo della gestione in due anni, mantenendo l’integrità delle aziende e delle risorse umane impiegate».E sul crac di Parmatour, l’imprenditore pavese aggiunge: «Le ragioni del dissesto non sono solo extragestionali. Anche prescindendo dalle operazioni di ingegneria finanziaria, esistono precise ragioni di tipo industriale».

Mara Pedrabissi