Parmatour, voragine nei conti

08/01/2004


GIOVEDÌ 8 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 2 – Economia
 
 
Parmatour, voragine nei conti
Tonfo per i titoli bancari. Faro dei pm su Deutsche e Capitalia
          Tonna rivela ai magistrati: Geronzi ci chiese di comprare le acque di Ciarrapico. Anche il calcio nel mirino
          Sottratti e dirottati sul gruppo turistico fondi per circa 1 miliardo di euro, ma il buco potrebbe arrivare a 2 miliardi
          L´istituto tedesco chiamato a spiegare il bond da 350 milioni e l´operazione 5%

          DAL NOSTRO INVIATO
          ETTORE LIVINI


          PARMA – Le banche sempre più nell´occhio del ciclone per il caso Parmalat. Con i fari dei magistrati accesi sui rapporti dell´asse Tanzi-Cragnotti-Capitalia (grazie a nuovi particolari raccontati da Fausto Tonna, che ha chiuso dopo trenta ore il suo interrogatorio) e sulla Deutsche Bank. Proprio mentre in Borsa va in scena il crollo dei titoli bancari: meno 7,5% Capitalia, meno 6,8% Intesa, meno 4,8 Mps, meno 4% Sanpaolo, meno 2,9% Deutsche Bank a Francoforte.
          Quattro rappresentanti del colosso tedesco sono stati ascoltati ieri per diverse ore dagli inquirenti, per ora come persone informate dei fatti, per far luce su tre episodi chiave: l´acquisizione di circa 120 milioni di obbligazioni finite in un primo tempo nel portafoglio di Nextra (Banca Intesa) e passate poi a Popolare Lodi e a Abn Amro; il collocamento nello scorso settembre di un bond da 350 milioni («La banca sapeva già allora dello stato di salute del gruppo?» si chiedono i pm); l´annuncio dell´acquisizione (e poi della rapida vendita) del 5% di Parmalat attraverso un´operazione di prestito titoli mandata in porto nei mesi scorsi, quando su Collecchio si addensavano già le nubi della crisi. Un´acquisizione che molti sul mercato avevano interpretato come un segnale di fiducia del mondo del credito nei confronti del gruppo.
          La prima parte della giornata giudiziaria se n´è andata però ieri con l´ultimo troncone dell´interrogatorio di Tonna. L´ex direttore finanziario di Collecchio, provato dopo tre giorni di deposizione, ha parlato di Epicurum, Sud America e Usa, ma ha anche aperto nuovi capitoli sul fronte bancario. Il caso Eurolat (la società girata da Cragnotti a Tanzi con ampia plusvalenza «per un favore richiestoci da Geronzi» come aveva dichiarato alla vigilia Tonna) non è l´unico fatto di questo genere finito nei verbali dei magistrati. Il supermanager avrebbe spiegato infatti che spesso Parmalat si è fatta carico di togliere le castagne dal fuoco alla banca capitolina, citando ad esempio l´acquisizione di un´acqua minerale in Sicilia rilevata da Giuseppe Ciarrapico per dare un po´ d´ossigeno al suo impero, fortemente indebitato con Banca di Roma. Nell´interrogatorio fiume Tonna avrebbe parlato anche degli affari nel calcio, spiegando ai pm che i passaggi di Juan Sebastian Veron, Sergio Conceicao e Almeyda sulla rotta Parma-Lazio altro non sarebbero stati che operazioni destinate a saldare alcune partite di giro finanziario tra le due parti che avevano poco a che vedere con il pallone.
          Meno collaborativi con i magistrati sono parsi in serata i manager di Deutsche Bank. Le richieste di chiarimento degli inquirenti si sarebbero scontrate infatti con una certa resistenza dei dirigenti, ascoltati separatamente tra di loro, che si sarebbero trincerati per ora dietro la necessità di fare ulteriori verifiche sui fatti, che non sempre sarebbero secondo le prime giustificazioni di loro diretta competenza. Secondo indiscrezioni, però, almeno sul fronte del bond rilevato da Abn Amro la Deutsche sosterrebbe di aver fatto solo un´operazione di trading, tanto da averlo giù rivenduto. Il tema banche è stato al centro anche della giornata di lavoro dei giudici milanesi, che hanno ascoltato l´ex direttore finanziario di Parmalat Alberto Ferraris ? indagato ma a piede libero ? sui rapporti tra Collecchio e le banche estere.
          Continua infine il lavoro del nucleo tributario regionale della guardia di finanza dell´Emilia Romagna sui documenti raccolti nella perquisizione agli uffici della Parmatour. Le distrazioni di fondi dalla Parmalat verso le attività turistiche controllate direttamente dai Tanzi avrebbero superato il miliardo di euro, mentre il buco del gruppo, secondo indiscrezioni, potrebbe arrivare addirittura a 2 miliardi. Parmatour ha smentito i dati confermando anche di aver ricevuto una manifestazione di interesse da Sviluppo Italia per l´affitto delle attività della società.