Parmatour, via libera alla vendita

29/06/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Turismo
        Numero 154, pag. 15 del 29/6/2004
        Autore: di Fabio Donfrancesco
         
        Parmatour, via libera alla vendita
         
        Dal ministero.
         
        Il commissario straordinario della Parmatour, Enrico Bondi, vende i gioielli di famiglia. Come già annunciato (vedere ItaliaOggi di mercoledì 23), sul sito dell’advisor finanziario Mediobanca, è stato finalmente inserito l’invito a manifestare interesse per le attività imprenditoriali detenute da Parmatour. Lo stesso invito spiega come il documento è stato autorizzato direttamente dal ministero delle attività produttive, con decreto del 24 giugno, per la cessione dei rami d’azienda e partecipazioni societarie detenute dall’ex società della famiglia Tanzi, ora in amministrazione straordinaria dopo che è stata dichiarata insolvente dal tribunale di Parma lo scorso gennaio. I soggetti interessati dovranno far pervenire la manifestazione d’interesse redatta in forma scritta in lingua italiana o inglese entro le ore 18 del 6 luglio. È stato quindi dato ufficialmente il via alla procedura di dismissione del ´complesso aziendale’, individuabile in due aree ben precise: da un lato l’intermediazione tradizionale, operante con le agenzie viaggi Sestante, la divisione business travel e quella tour operating, tramite i brand Going, Comitours e Chiariva. Dall’altro la gestione di alberghi e villaggi con il marchio Club vacanze e le società detenute direttamente da, o collegate, a Parmatour (Holiday club Maldive, Vacanze Seychelles e Vacanze Zanzibar). Inoltre c’è la vendita di Last Minute tour, con un invito di sollecitazione d’interesse già pubblicato il 5 aprile, società operativa nella commercializzazione di servizi turistici rimasti invenduti.

        In attesa di apprendere le intenzioni dei possibili acquirenti, è indubbio che Bondi e suoi manager hanno, come primo obiettivo, la cessione in blocco delle attività dei diversi marchi del gruppo. Questo per motivi del tutto comprensibili: modalità e tempi tecnici di trasferimento della gestione abbreviati e meno complessi, rispetto a una vendita separata; ma soprattutto non far naufragare in Italia il primo modello di business turistico a integrazione verticale, con copertura di tutta la filiera del mercato, ad eccezione del trasporto aereo. (riproduzione riservata)