Parmatour, Tedesco dice addio

07/01/2004


mercoledì 24 dicembre 2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
304, pag. 13 del 24/12/2003
di Fabio Donfrancesco


Nel cda di ieri.

Parmatour, Tedesco dice addio

Cade un’altra tegola sulla famiglia Tanzi e sul patron Calisto. Ieri, nel corso del consiglio di amministrazione straordinario di Parmatour, il gruppo turistico di proprietà dell’industriale di Collecchio, l’amministratore delegato nonché direttore generale Roberto Tedesco e il presidente Romano Bernardoni hanno entrambi rassegnato le dimissioni. Al posto di Tedesco, il consiglio ha nominato Angelo Cardile, manager che già ricopriva incarichi di consulenza nell’area amministrativa e fiscale della società, il quale si è subito impegnato ad assicurare i contratti in essere sia verso i dipendenti che i fornitori.

A questo punto è a rischio anche il piano di salvataggio, messo a punto in primavera dal pool di banche creditrici della società, guidate da Capitalia, per rinegoziare i 311 milioni di euro di debiti di Parmatour nell’arco di cinque anni. Uno scarno comunicato di cinque righe ha ufficializzato il divorzio, anche se l’amministratore delegato, raggiunto telefonicamente da ItaliaOggi, ha spiegato quanto già da tempo trapelava. ´È stata una decisione unilaterale, maturata dopo un periodo in cui avevo manifestato più volte alla proprietà un certo disagio per operare in un stato di grande incertezza. Questo clima si è fatto ancora più pesante’, ammette il manager, ´dopo che si erano prospettate sostanziali modifiche nell’azionariato, con il possibile ingresso di nuovi soci. Le trattative con tali nuovi soggetti sono state portate avanti direttamente dalla famiglia Tanzi e, per quanto mi riguardava, avevo dato la mia piena disponibilità a uscire di scena, nel caso ce ne fosse stato bisogno’.

Della vendita del gruppo turistico con i suoi maggiori marchi (Going, Club Vacanze, Chiariva e Sestante), che molti avevano dato, a metà novembre, praticamente conclusa, non si è avuto più notizia. Come d’altronde del famoso ´cavaliere bianco’ che, nella circostanza, vestiva i panni dell’imprenditore Luigi Antonio Manieri, pronto a sborsare circa 130 milioni di euro, da versare nelle casse della famiglia Tanzi.