Parmatour: stretta finale per la vendita del gruppo

08/09/2005
    giovedì 8 settembre 2005

    FINANZA E MERCATI – pagina 36

      Parmatour, stretta finale
      per la vendita del gruppo

      SIMONE FILIPPETTI

        MILANO • Rush finale per la vendita di Parmatour. Domani nel pomeriggio, secondo quanto appreso dal Sole 24 Ore, si riunirà il comitato di sorveglianza. La riunione viene descritta come decisiva per la cessione dei villaggi turistici: in pista sono attualmente in tre, la cordata I Grandi Viaggi Aurum Hotels (della famiglia Orofino), il gruppo Soglia Hotels e Sviluppo Italia Turismo.

        Inizialmente il Comitato era stato convocato per lunedì scorso, ma poi la riunione è stata rinviata. Ora domani, davanti al Comitato, sarà commentata la relazione del commissario straordinario Enrico Bondi e poi lo stesso organo emetterà il proprio parere consultivo. A quel punto il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola deciderà a chi vendere gli asset turismo un tempo appartenuti a Calisto Tanzi. Ma per l’annuncio ufficiale occorrerà attendere ancora: Scajola, cui spetta la decisione ultima, si prenderà alcune settimane. Considerato che il 30 settembre scade il termine per le fidejussioni, l’annuncio della vendita coinciderà probabilmente con la scadenza ultima delle garanzie bancarie.

        La gara per aggiudicarsi il polo turistico di Collecchio è comunque in pieno fermento, con continui rilanci, nonostante si avvicini il traguardo dell’operazione.

        Fino alla fine di agosto erano rimasti in gara Grandi Viaggi Aurum e Soglia Hotels: anzi, proprio a cavallo del Ferragosto sembrava in pole position il gruppo salernitano Soglia. Ma il Comitato ha chiesto ulteriori informazioni ai due pretendenti: in particolare ulteriori dati sulla copertura finanziaria e sulle garanzie occupazionali. Poi, a sorpresa, tra i pretendenti è spuntato Sviluppo Italia Turismo, il polo pubblico privato di cui sono azionisti Ifil, il gruppo Marcegaglia e Banca Intesa.

          Sempre nell’ambito di aziende turistiche in crisi, ieri si è riunito il consiglio di amministrazione di Cit, protrattosi fino a tarda sera, per esaminare il bilancio. La travagliata compagnia di viaggi attende da mesi ormai l’ingresso dell’imprenditore Benito Benedini, che si è fatto avanti per rilevare l’azienda. Una grossa mano è venuta dal Governo che ha sbloccato aiuti pubblici per 10 milioni di euro, attingendo al fondo competitività, e ha stanziato altri 230 milionim per futuro investimenti. Anche le banche creditrici hanno approvato il piano di salvataggio dell’azienda che è stato elaborato dalla Livolsi& Partners e da Bain& Company. Ma nuovi ostacoli sono emersi: a luglio i revisori dei conti hanno espresso alcuni rilievi sui conti 2004, che ancora devono essere approvati, e per questo il Cda era stato riaggiornato a settembre. Quello del reale stato di salute di Cit — quasi un anno di crisi e le difficoltà del settore turismo avranno certamente ripercussioni sul bilancio — è uno dei passaggi fondamentali per il salvataggio dell’azienda.