Parmatour, spazio a Sviluppo Italia

09/01/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
007, pag. 13 del 9/1/2004
di Fabio Donfrancesco


Massimo Caputi, a.d. dell’agenzia, conferma l’interessamento ad acquisire le attività turistiche.

Parmatour, spazio a Sviluppo Italia

Ma a condizione che si ricorra alla procedura concorsuale

Si stringono i tempi per la cessione delle attività di Parmatour a Sviluppo Italia. La società guidata da Massimo Caputi ieri ha deciso di mettere la parola fine al balletto di voci sul suo diretto interessamento ad acquisire alcuni asset o l’intero business dell’azienda del settore turistico della famiglia Tanzi. Un comunicato diffuso ieri precisa che ´in relazione a numerose notizie stampa di questi giorni, Sviluppo Italia dichiara che non c’è nessuna ipotesi, proposta o interessamento per Parmatour nelle attuali condizioni’. Ma subito dopo nella stessa nota si afferma che ´qualsiasi iniziativa potrà essere valutata e presa in considerazione solo qualora, per Parmatour, si decidesse di ricorrere a una procedura concorsuale’. In altre parole, la società conferma l’intenzione di rilevare le attività turistiche del gruppo della famiglia Tanzi, a condizione però che i libri contabili siano portati in tribunale, in modo da avere l’avallo dell’autorità giudiziaria sul reale ed effettivo patrimonio di Parmatour. E guarda caso gli avvocati di Parmatour devono al più presto sedersi davanti al giudice fallimentare di Parma per chiedere probabilmente l’amministrazione straordinaria. E così il cerchio si chiude. È fin troppo evidente che i manager di Sviluppo Italia vogliono vederci più chiaro tra le nebbie contabili e gestionali parmensi, prima di impegnarsi al recupero e al rilancio dei diversi marchi che contano ancora su un’immagine forte nei mercati turistici nazionali ed esteri, malgrado il can-can mediatico in corso. Lo stesso Massimo Caputi, interpellato da ItaliaOggi, ha sottolineato che ´l’obiettivo di Sviluppo Italia è incrementare i livelli occupazionali e le attività produttive del nostro paese. In questo quadro tutti i nostri sforzi, anche nella vicenda Parmatour, sono rivolti in tale direzione’.

Si tratta di oltre mille dipendenti sparsi per il mondo e di brand come Chiariva, Club vacanze, Going, Comitours e Sestante che rappresentano comunque un patrimonio italiano che l’agenzia nazionale tenta di salvaguardare e tutelare. Alcuni potrebbero osservare che tale intervento possa considerarsi un cosiddetto ´aiuto di stato’, visto che Sviluppo Italia è, di fatto, una finanziaria pubblica. In realtà, una delle mission istituzionali è proprio quella di riqualificare le aree e le attività industriali dismesse o in crisi, agendo come soggetto gestore e co-gestore e operando sul mercato con propri capitali di rischio.

Quindi, una volta decaduta la condizione pregiudiziale del ricorso a una procedura concorsuale da parte di Parmatour, ecco dischiudersi le porte all’ingresso di Sviluppo Italia, direttamente come holding o tramite una delle sue società controllate, a iniziare da Sviluppo Italia turismo (60% di capitale detenuto e il restante 40% a disposizione degli investitori privati). Intanto dalla sede di Parmatour preferiscono soltanto confermare i contatti con Sviluppo Italia e, nel contempo, fanno sapere di aver dato mandato agli avvocati Ugo Ruffolo del foro di Bologna e Giorgio Conti del foro di Parma di procedere, con le opportune azioni legali, a propria tutela contro le testate giornalistiche che hanno pubblicato notizie infondate relativamente ai conti e alle attività di Parmatour.