Parmatour, oggi le offerte

22/10/2004

            venerdì 22 ottobre 2004


            sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 33
            Banche esposte per 353 milioni di euro
            Parmatour, oggi le offerte
            V.D.G.
            MILANO • È arrivato anche il momento di Parmatour. Oggi si capirà se ci saranno dei pretendenti ad acquistare per intero la società che opera nel settore del turismo. Il termine per presentare le manifestazioni di interesse scade oggi pomeriggio, alle ore 18,00. Si parla di una cinquantina di domande che saranno analizzate una per una, prima della decisione definitiva. Naturalmente, anche negli ambienti più informati, non girano cifre circa l’acquisto dell’intero pacchetto azionario di Parmatour.
            Che ha una situazione finanziaria molto pesante. Infatti, ammonta a 826 milioni di euro, di cui 353 milioni nei confronti del sistema bancario, il debito del gruppo Parmatour al 30 giugno scorso. Il dato al 30 giugno appare più elevato rispetto ai 418 milioni a fine 2003 indicati nella sentenza sullo stato del gruppo turistico.


            Tra gli istituti più esposti Mps con 59 milioni, Capitalia 51 milioni, Bpu 39 milioni, Bnl 27 milioni, Monte Parma 15,9 milioni, Banca Intesa 14 milioni. In attesa della scadenza dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse, dalla relazione di Bondi emergono nuovi dettagli sullo stato di salute del gruppo turistico, il cui volume d’affari al 30 aprile scorso era di circa 118 milioni (147 milioni nello stesso periodo dell’esercizio precedente) e i cui ricavi erano di 48 milioni (55 milioni un anno prima). A preoccupare Bondi è in particolare il progressivo esaurirsi della liquidità in mancanza di sufficiente fonti di finanziamento che, allo stato attuale, «permetterà di far fronte ai fabbisogni del gruppo solo fino all’inizio di novembre».

            Altro elemento di criticità è la prossima scadenza dell’accordo con Iata, che se non dovesse essere rinnovato potrebbe portare comportare la sospensione della vendita di biglietti aerei, impattando negativamente sia sul settore business travel (Sestante), sia su quello intermediazione (Comitours, Going, Chiariva). Il rapporto di Bondi si sofferma anche sulle cause dell’insolvenza del gruppo turistico. «Si rileva — scrive il commissario straordinario nella relazione — che parte delle perdite derivino da appropriazioni senza giustificazione effettuate da dipendenti ed ex-amministratori».

            Intanto la Procura della Repubblica di Milano ha inviato le informazioni di garanzia a cinque banche nell’ambito dell’inchiesta sul crack Parmalat. Si tratta di Citigroup (filiale di Milano), Deutsche Bank (filiali di Londra e Milano), Morgan Stanley (Londra e Milano), Ubs (filiale di Londra) e della Sgr di Banca Intesa, Nextra. Il reato contestato è quello di concorso in

            aggiotaggio continuato.