Parmatour, nuovi «buchi»

17/11/2004

    mercoledì 17 novembre 2004

      sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 37

      Il crack Parmalat / Indagati Cragnotti e Fucile
      Parmatour, nuovi «buchi»

      V.D.G.

        MILANO • La storia del crack Parmalat non finisce mai di stupire. Secondo gli inquirenti, infatti, sarebbero spariti da Parmatour, la galassia turistica dei Tanzi, 400 milioni di euro. A tanto ammonterebbero le distrazioni di denaro dalle casse di Parmalat verso la società turistica, mentre sarebbero in totale 900 milioni i soldi complessivamente distratti dalle casse della multinazionale di Collecchio verso la famiglia Tanzi. Ma il fatto nuovo è che i 400 milioni girati nelle società turistiche non esisterebbero più. Si tratta infatti di soldi completamente scomparsi. Di quei milioni, pare, non esiste alcun riscontro contabile.

        Quella di ieri è stata una giornata particolare per le vicende del gruppo di Collecchio. Un quotidiano romano ha scritto che il "tesoro" della famiglia Tanzi esiste e consiste in una serie di appartamenti in località turistiche italiane e non. Immediata la smentita degli avvocati dei vari membri della famiglia. Ma anche su questo aspetto per niente secondario della vicenda ci sono da attendersi novità. Che invece non mancano nella controversa storia della cessione di Eurolat dalla Cirio dell’era Cragnotti, a Parmalat, gestione Tanzi. Infatti, l’ex patron di Cirio Sergio Cragnotti è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Parma nell’ambito dell’indagine sul crack Parmalat. Indagato risulta anche il genero dell’ex presidente della Lazio, Filippo Fucile, ex direttore finanziario di Cirio spa. Cragnotti sarà interrogato negli ultimi giorni di novembre dai magistrati emiliani sulla vicenda Eurolat, la società ceduta a Calisto Tanzi nel 1999 per 334,8 miliardi di lire: soldi poi girati alla Banca di Roma in quanto creditrice della Cirio.

        Inoltre, rimangono sotto sequestro i conti correnti di Gianni Grisendi, l’ex manager della Parmalat Brasile accusato di aver falsificato i bilanci del gruppo di Collecchio. A deciderlo è stata la Cassazione che ha rigettato il ricorso di Grisendi contro la convalida del blocco dei conti a lui intestati presso la Banca del Monte di Parma. Il sequestro era stato decretato dal gip del Tribunale di Parma che ha indagato Grisendi per bancarotta fraudolenta e patrimoniale.

        Grisendi, sottolinea la Suprema Corte, è accusato da Fausto Tonna — contabile della Parmalat — con una chiamata in correità definita «credibile» anche perchè non sono «ipotizzabili falsificazioni dei bilanci del gruppo brasiliano senza la collaborazione di uno dei massimi responsabili, quale era il Grisendi». Sui conti dell’ex responsabile di Parmalat Brasile, aggiunge ancora la Cassazione, sono transitate «ingenti somme» provenienti dalle casse di Wishaw Trading (centro di raccolta dei finanziamenti poi distribuiti alle varie società sudamericane del gruppo) e «confluite sui conti della società Aquasparta, direttamente controllata da Grisendi».

        Infine, due notizie positive. La prima l’ha data Marco Rosi, presidente Unione Parmense degli Industriali: «Proprio per la struttura che abbiamo sul nostro territorio — ha detto — abbiamo superato in maniera brillante la questione Parmalat, che non è stata una questione semplice. Non dimentichiamoci che il 5% del prodotto interno lordo del nostro territorio era Parmalat ed è rimasto tale». La seconda riguarda Stefano Tanzi, da ieri completamente libero. Il gip di Parma gli ha revocato anche l’obbligo di dimora.