«Parmatour, mille posti a rischio»

12/01/2004



lunedì 12 gennaio 2004

«Parmatour, mille posti a rischio»
I sindacati: anche l’agenzia deve rientrare nella gestione straordinaria di Bondi

Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, intervenendo alla assemblea dei girotondi, ha fatto un accenno alla vicenda Parmalat in un discorso di critica alla politica economica del governo e di denuncia di una «crisi pesante» dell’apparato industriale.
Epifani parla di «disonestà» da parte dei proprietari della Parmalat e poi accenna alle piccole e medie imprese abbandonate a se stesse, alla crisi dei trasporti e alla mancanza di «ammortizzatori sociali degni di questo nome» che portano ad una «espulsione silenziosa dei lavoratori».
Ma i sindacati sono sul piede di guerra soprattutto per difendere i posti di lavoro di Parmatour, l’azienda turistica fondata dai Tanzi. Per domani è stato fissato un incontro con la proprietà per avere chiarimenti alla luce dei presunti buchi di bilancio e del taglio della biglietteria ferroviaria da parte di Trenitalia. Obiettivo, fare di tutto per far rientrare Parmatour nella gestione straordinaria del commissario di Parmalat Enrico Bondi.
«La questione di Parmatour sembra interessare poco – dice Gianni Alviti della Cisl locale – forse perché si sperava in Sviluppo Italia che la potesse comprare, ma è ormai evidente che molte cose non vanno ed anche qui si rischiano molti posti di lavoro». Si tratta di un totale di dipendenti superiore a mille se si considerano gli stagionali, e 250-300 nella sola Parma.
«Ormai pensiamo alla Prodi Ter e alla Prodi Bis – sottolinea Davide Mattioli della Cgil -. Nel secondo caso i tempi sono più lunghi per ottenere la procedura, e forse Sviluppo Italia potrebbe comunque intervenire. Ma è evidente che ci appelliamo al governo, a Bondi, perché le cose per Parmatour stanno prendendo una brutta piega. È chiaro che l’obiettivo anche per Sviluppo Italia è avere al vertice Enrico Bondi che sta già lavorando e sembra garantire ai lavoratori della Parmalat affidabilità e ai sindacati capacità manageriali».
Infine, anche Daniela Incerti, che segue per la Cisl la vicenda Parmatour, mostra la sua sorpresa: «abbiamo chiesto un incontro perché l’azienda ci dica quel che vuol fare. Ma il governo è bene che si attivi perchè Parmatour va salvata anche se dal punto di vista di Bondi capisco che possa essere considerata staccata dal nucleo centrale del gruppo. In fondo Bondi quando ha accettato questo lavoro – sottolinea la sindacalista – sapeva anche di questa situazione. Non ci sono posti di lavoro da salvare e altri da gettare. Bisogna salvaguardare l’occupazione in ogni azienda, e lui lo sa perchè quando ha preso in mano tutto, benché siano ovvie le differenze tra Parmatour e Parmalat, era a conoscenza del fatto che si trattava di una situazione complessiva».