Parmatour il 9 gennaio in aula

22/11/2006
    mercoled� 22 novembre 2006

    Pagina 43 – Finanza & Mercati

    Il crack Tanzi – Le indagini sul fallimento arrivano al giudice per le udienze preliminari di Parma

      Parmatour il 9 gennaio in aula

        Gli indagati per la bancarotta sono 53 – Dubbi sui processi unificati

          Mara Monti

          MILANO
          Le indagini sul crack della Parmatour arrivano davanti al Gup di Parma Domenico Truppa. � stata fissata il 9 gennaio la prima udienza preliminare per i 53 indagati a vario titolo dall’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta e alle false comunicazioni sociali nell’inchiesta sull’ex colosso turistico dell’impero di Calisto Tanzi.

          Sempre il 9 gennaio lo stesso Gup scioglier� la riserva se unificare in un unico processo il filone principale sulla bancarotta di Parmalat (questa mattina si tiene una nuova udienza) con quello delle banche, come richiesto dalla difesa di Tanzi. Bench� le aspettative vadano nella direzione di mantenere separati il processo sugli amministratori di Collecchio e quello sui manager bancari, come dichiarato recentemente il Procuratore capo di Parma Gerardo La Guardia, fonti legali non escludono che ci siano ancora margini per giungere a una decisione diversa.

          Intanto, il filone sulla responsabilit� delle banche nel crack Parmalat sta attivando collaborazioni sempre pi� frequenti tra gli inquirenti di Parma e di Milano. Non � escluso che le due procure stiano pensando a una strategia comune per afffrontare questo snodo importante che soltanto a Parma ha visto ha visto pi� di una settantina di funzionari e amminstratori indagati per concorso in bancarotta.

          Di certo c’� che la procura di Milano sta ancora valutando la possibilit� che le posizioni delle persone fisiche indagate per aggiotaggio nel filone bancario, le stesse su cui Parma procede per concorso in bancarotta, possano essere assorbite nell’inchiesta della citt� emiliana, mantenendo nel procedimento menighino soltanto le banche come persone giuridiche.

          I fronti di collaborazione in atto tra le due procure sono emersi anche nel corso dell’udienza di ieri dove sono stati ascoltati come testimoni della difesa Tanzi gli uomini della Guardia di Finanza del nucleo dell’Emila Romagna, il colonello Livio De Luco e i suoi collaboratori Aldo Sgarangella e Alessandro Colaci.

          I finanzieri hanno ricostruito alcune operazioni su delega della procura di Parma, dalle emissioni dei bond Nextra a quello di Deutsche Bank a favore di Parmalat, prestiti ottenuti dal gruppo di Collecchio pochi mesi prima del default.

          Sempre a Parma gli investigatori hanno ricostruito come vennero utilizzati 2 miliardi di dollari in promissory notes a favore della holding sudamericana Wishow Trading, notes che avevano come sottostante fatture risultate poi false.

          Ancora una volta si � tornati a parlare del ruolo dell’ex manager di Bank of America, Luca Sala e dei soldi transitati attraverso la GkB di Coira, almeno 300 milioni di dollari ottenuti come commissione in nero sui contratti assicurativi con la Parmalat.

          In aula ieri c’era anche Calisto Tanzi che al termine dell’udienza ai giornalisti si � limitato a dire: �Vogliamo che emerga la verit�. Uscendo da Palazzo di Giustizia, a chi gli chiedeva se oltre ad assumere le proprie responsabilit� vedesse anche un ruolo delle banche nella vicenda Parmalat, Tanzi si � limitato a replicare ai cronsti: �S�. Avete imparato la lezione�.