«Parmatour è stata rovinata da Francesca»

28/01/2004


MERCOLEDÌ 28 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 4 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Roberto Tedesco,ex amministratore

"Parmatour è stata rovinata da Francesca"
          "Calisto difendeva la figlia a ogni costo"
          LUIGI SPEZIA


          BOLOGNA – Gli ex dirigenti di Parmatour, chiamati in causa da Fausto Tonna, puntano il dito contro Francesca Tanzi. «Noi Parmatour la potevamo salvare – dice l´ex amministratore delegato Roberto Tedesco – ma c´era la continua interferenza di Francesca. Prima dell´estate andammo da Calisto Tanzi, gli chiedemmo di allontanare sua figlia. Se voleva che salvassimo la società, la figlia doveva uscire dal consiglio di amministrazione. Non potevano esserci due teste a comandare. Tanzi non disse nulla, disse che stava trattando la vendita di Parmatour. Alla fine, di fatto Francesca Tanzi è rimasta al suo posto e siamo noi ad essere usciti». Tedesco sostiene che il problema nasceva da una visione strategica diversa, opposta: «Francesca Tanzi per esempio non voleva che venissero dismessi alcuni asset. Alcune agenzie di viaggio per noi erano da cedere, ma lei si opponeva. Così non si poteva salvare la società».
          Tonna ha chiamato in causa Tedesco, l´ex presidente Romano Bernardoni e l´ex direttore finanziario Davide Salmasi, rimasti in carica per quasi tutto il 2003. Tonna dice che «sapevano delle distrazioni di fondi Parmalat a favore di Parmatour». «Ma no, c´è un grosso errore, non erano distrazioni – dice Salmasi – perché il denaro serviva a coprire gli scostamenti rispetto al tetto dei debiti, fissato nel piano di rientro. Quel denaro non usciva da Parmatour, serviva a pagare stipendi, fornitori di villaggi turistici, biglietti aerei. Tutto documentato». Per gli ex dirigenti, Parmatour nel 2003 avrebbe incamerato da società del Gruppo Parmalat circa 13 milioni di euro. «Il piano firmato con le 40 banche creditrici – spiega Tedesco – prevedeva che il debito per 310 milioni di euro di due società, Hit e Hit International, venisse conferito in Parmatour. C´erano poi 25 milioni di perdite previste per il 2003, ma Parmatour bruciava troppo denaro e si è saliti a quasi 40 milioni: «Il denaro che mancava – dice Salmasi – è arrivato da società di Tanzi, come finanziamento da terzi. Tanzi avrebbe dovuto poi intervenire, perché era lui che si era obbligato con le banche».