Parmatour, dimissioni dei vertici

07/01/2004



      Mercoledí 24 Dicembre 2003


      Parmatour, dimissioni dei vertici

      Pesano i contrasti con la famiglia e l’incertezza sull’arrivo della cordata Argho


      PARMA – Dimissioni ai vertici di Parmatour, l’azienda per il turismo che fa capo ai figli di Calisto Tanzi, Stefano e Francesca. Nel corso del cda che si è svolto ieri mattina Romano Bernardoni ha lasciato la poltrona di Presidente e Roberto Tedesco quella di ad. Al loro posto è subentrato Angelo Cardile, 60 anni, ex funzionario del ministero della finanze, che ha assunto entrambe le cariche. Alla base di queste dimissioni divergenze con la proprietà e, soprattutto, l’incertezza sul futuro dell’azienda legata all’entrata o meno di Argho nel ruolo di nuovo azionista di riferimento. «Argho non ha rispettato gli impegni – afferma Bernardoni – io me ne vado per questo motivo». Per Tedesco «la mancanza di chiarezza sul futuro della società è una delle ragioni che mi spinge a questo passo». La newco Argho, guidata da Giacomo Torrente dunque non ha ancora messo mano al portafogli per l’acquisto di Parmatour. Eppure Torrente ribadisce che l’interesse per l’azienda, cioè per l’entrata in Nuova Holding (proprietaria di Pamatour) è ancora intatto. A cambiare la situazione, secondo lo stesso Torrente, è sopraggiunto il ciclone Parmalat: «È vero – dice – che Parmatour non rientra nel perimetro di consolidamento del gruppo, ma la famiglia è in primo piano nella vicenda. I nuovi sviluppi, il decreto del Governo, ci danno ora più tranquillità. Riteniamo però la vecchia delibera di aumento di capitale di Nuova Holding sia ineseguibile. Pensiamo infatti che ne vada assunta un’altra che escluda completamente il diritto di opzione dei vecchi soci. Argho deve arrivare ad avere il 99,9% della società». Insomma i Tanzi devono uscire di scena e anche il discorso con le banche, secondo Torrente, va riaperto. L’indebitamento bancario di Parmatour ammonta a circa 300 milioni di euro, un’esposizione inizialmente garantita da fidejussioni personali di Calisto Tanzi (vedi altro articolo in pagina). L’entrata di Argho potrebbe portare liquidità, ma probabilmente, alla luce di quanto successo, non quanto si pensava inizialmente. Per ora, sul tavolo dei fratelli Tanzi, ci sono solo le dimissioni presentate ieri mattina. «Un’azienda deve avere una prospettiva chiara di natura strategica – dice l’ex amministratore delegato di Parmatour – il punto di vista mio e quello della proprietà è diverso. Io sono un manager che persegue lo sviluppo e se questo non è possibile rinuncio. Mancano punti di incontro sotto il profilo organizzativo, gestionale e strategico. Secondo me, ad esempio, era necessario perseguire l’avvicinamento ad un grande gruppo internazionale, perché sono convinto che anche in questo settore la via dell’aggregazione è quella migliore". Intanto il bilancio 2003 di Parmatour si chiuderà «in linea con l’andamento del mercato – conclude Tedesco – dopo l’11 settembre il turismo ha sofferto». Circa settecento sono i dipendenti di Parmatour, molti i marchi noti: Club Vacanze, Comitour, Going, Sestante. Oltre cento milioni di euro il valore del patrimonio immobiliare.

      MARIA TERESA SCORZONI