Parmatour, asta a primavera

23/12/2004

    giovedì 23 dicembre 2004

    sezione: FINANZA E MERCATI – pagina 30

    Dalla seconda settimana di gennaio gli offerenti accederanno ai conti

      Parmatour, asta a primavera

        VINCENZO CHIERCHIA

          MILANO • La vendita di Parmatour dovrebbe essere essere perfezionata all’inizio della primavera. Il rush finale scatterà nella seconda settimana di gennaio quando le società che hanno formulato le manifestazioni di interesse inizieranno a guardare i conti per poi arrivare alle offerte vincolanti vere e proprie.

          Il bilancio dell’operazione finora è incoraggiante, secondo Alberto Peroglio Longhin, il manager scelto dal commissario di Parmalat, Enrico Bondi, per gestire Parmatour, il braccio operativo della famiglia Tanzi nel settore turistico. Dall’analisi dei conti sarebbe peraltro emerso — ma non ci sono ancora conferme ufficiali — un "buco" di circa 800 milioni di euro nella sola gestione delle attività turistiche. E Bondi starebbe al momento seriamente valutando la strategia sulle azioni di responsabilità da promuovere. La procedura di gestione straordinaria e quindi di cessione va avanti. «Abbiamo ricevuto diverse offerte — dice — e alcune sono per l’intero gruppo anche se siamo ancora alla fase delle manifestazioni di interesse». Al momento comunque — secondo indiscrezioni — il progetto più consistente dal punto di vista finanziario e industriale potrebbe venire dagli spagnoli di Globalia, un gruppo turistico da 1,5 miliardi di fatturato l’anno. C’è poi l’interesse di fondi di private equity, mentre molte altre manifestazioni di interesse sono solo parziali e potrebbero essere considerate solo se fallirà la vendita a un solo soggetto.

          Attualmente al gruppo Parmatour fanno capo 11 strutture turistiche tra villaggi vacanze e alberghi, di cui sette in Italia, attività di tour operating (compreso un sito online) e una cinquantina di agenzie di viaggi (40 in gestione diretta e 10 in franchising). I dipendenti sono 460 di cui 180 in Cassa integrazione per un anno. Una prima ricognizione sugli asset sembra che abbia valutato in oltre 100 milioni di euro la consistenza patrimoniale del gruppo, al netto della gestione pregressa. Come rileva Peroglio Longhin, la gestione sta anche dando qualche frutto: «Pian piano stanno arrivando dei risultati con le nostre sole forze» spiega. Quest’anno, secondo le prime indicazioni, Parmatour dovrebbe raggiungere un volume d’affari complessivo di 200 milioni a fronte di ricavi netti per 82 milioni. Il risultato operativo resta negativo per 20 milioni, ma migliora di circa 10 milioni rispetto ai 31 milioni di perdita dell’esercizio precedente.

          Per quanto riguarda il 2005 si stima la possibilità di raggiungere una massa di ricavi netti di almeno 100 milioni di euro, migliorando al tempio stesso il risultato operativo di 10 milioni di euro, con una occupazione dei villaggi all’80 per cento. Dalle attività dei viaggi d’affari la società registra oggi una ripresa dei contratti a seguito del rinnovato accordo con la Iata. L’attività di tour operating generalista accusa qualche difficoltà in più. «Se la procedura di vendita prendesse tempi lunghi — conclude Peroglio Longhin — potremmo anche proseguire da soli. Parmatour si sta rimettendo in sesto».