Parmatour, accordo vicino per l’ingresso di altri soci

19/11/2003



      Mercoledí 19 Novembre 2003

      FINANZA E MERCATI


      Parmatour, accordo vicino per l’ingresso di altri soci


      MILANO – Tempi stretti per l’operazione Parmatour . Secondo ambienti vicini alla famiglia Tanzi, entro oggi potrebbe andare in porto l’ingresso del nuovo socio (o nuovi soci) nella Nuova Holding spa ; quest’ultima controlla al 100% la Parmatour, nella quale sono confluite tutte le partecipazioni del gruppo nel settore turistico. Anche secondo fonti bancarie, la cessione della società sarebbe imminente. Chi saranno i nuovi soci? Sembra confermata la presenza di Luigi Antonio Manieri, che non agirebbe però da solo: potrebbero addirittura essere due le cordate in gioco.
      Le stesse fonti danno per sicuro che gli acquirenti si accollerebbero i debiti del gruppo. Resterebbe però uno scoglio, definito «marginale» dalle fonti di cui sopra, che dovrebbe però essere superato entro oggi. I fondi necessari sono ingenti: Parmatour ha debiti per 310 milioni, che sono stati "congelati" per tre anni in base all’intesa di fine maggio con le banche creditrici. L’impegno richiesto ai nuovi soci sarebbe di 130 milioni. La Nuova Holding ha attualmente un capitale versato di 25,4 milioni e deliberato di quasi 600, mentre quello di Parmatour è di poco superiore ai 100 milioni, interamente sottoscritti dalla controllante. Quanto a Luigi Antonio Manieri, l’imprenditore era socio fino a fine 2001 di una piccola casa editrice, la Edizioni Manuzio srl, di cui ha poi ceduto le quote ai figli Giovanni e Francesco Antonio. È inoltre presente, con il ruolo di liquidatore, in due aziende: l’omonima accomandita Luigi Manieri & C. (holding di partecipazioni) e la Filac srl (Finanziaria Lattiero Casearia) – la cui attività (commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e uova) presenta un curioso punto di contatto con il core business del gruppo parmense. Entrambe le società sono in liquidazione da fine 2001. Ieri l’ipotesi di cessione del turismo ha ridato un minimo di fiato alle azioni Parmalat , che hanno recuperato in Borsa quasi l’1% a 2,169 euro, con scambi ancora molto intensi (è passato di mano il 5% circa del capitale). I bond al 6,125% in scadenza al 2010, i più recenti, sono stati trattati anche ieri con rendimenti superiori al 9,5% a un prezzo di 83,2. La sensibilità degli operatori per la cessione Parmatour è legata al fatto che la famiglia Tanzi ridurrebbe così l’impegno finanziario verso della società. Il mercato teme che negli impegni finanziari e nelle garanzie prestate per la holding del turismo siano compresi anche quote della galassia di aziende tramite le quali i vari rami della famiglia mantiene la presa su Coloniale, la cassaforte in cui è custodita la quota di controllo di Parmalat Finanziaria.

      R.FI.