Parmatour, 192 mln di ricavi e 31 di perdita operativa lorda

24/05/2004


          sezione: FINANZA E MERCATI
          data: 2004-05-22 – pag: 37
          autore: G.O.
          Parmatour, 192 mln di ricavi e 31 di perdita operativa lorda

          MILANO • Parmatour ha chiuso i conti consolidati al 31 ottobre 2003 con una perdita operativa lorda di 31 milioni di euro dovuta in parte a pulizie di portafoglio, a fronte di 191,7 milioni di ricavi netti. I passeggeri del gruppo, nello stesso periodo, hanno raggiunto le 250mila unità. Le attività che hanno generato il maggior volume di ricavi (107,2 milioni di euro) sono state quelle di tour operating, seguite da Last minute tour (27,2 milioni), Hotel e villaggi (26 milioni), Business travel (18,3 milioni) e Leisure travel (13 milioni).

          Il gruppo turistico appartenuto alla famiglia Tanzi, travolto dalla bancarotta della Parmalat, è stato rimesso in marcia sotto la direzione di Alberto Peroglio, ex manager della Alpitour, incaricato dal commissario straordinario di Collecchio, Enrico Bondi, della gestione industriale di Parmatour. Scongiurata l’interruzione delle attività, la società è tornata a operare in un clima di relativa tranquillità. Ora si prepara ad affrontare l’estate con pacchetti turistici in vendita, in larga misura pre-pagati. L’obiettivo di rassicurare la clientela alla vigilia della stagione chiave per il settore turistico sembra raggiunto.

          Per saperne di più sul bilancio — per conoscere le svalutazioni di asset apportate ai conti, la perdita d’esercizio, il patrimonio netto e la posizione finanziaria — e per avere termini di confronto certi con i dati del precedente esercizio bisognerà aspettare settimana entrante, quando Peroglio renderà pubblico il piano industriale dell’azienda, al quale ha lavorato in questi mesi affiancato dalla Price Waterhouse Coopers. La ripresa delle attività della Parmatour, riferiscono fonti vicine all’azienda, è comunque avvenuta attraverso una gestione di cassa propria, vale a dire senza ricorso all’indebitamento finanziario e senza ulteriori aggravi dello stato passivo, nell’interesse dei creditori. E questo lascia ben sperare.
          Peroglio, che un paio di settimane fa ha incontrato i sindacati, è intervenuto sulle principali aree di perdita, risolvendo fra l’altro il problema della scarsa occupazione dei villaggi turistici attraverso azioni commerciali verso i mercati esteri e ridimensionando la disponibilità di voli charter, il cui eccesso generava una massa di invenduto.