Parmalat: «Ossigeno» per le concessionarie

16/02/2004

GAZZETTA DI PARMA

sabato 14 febbraio 2004

«Ossigeno» per le concessionarie
Ora sperano nel decreto Marzano
PARMA – Hanno chiesto il ripristino del flusso di risorse dall’azienda alle loro società. Sono le 33 concessionarie Parmalat che con circa 700 dipendenti distribuiscono in tutto il territorio nazionale i prodotti del gruppo. Lo hanno chiesto con forza e l’azienda, proprio in questi giorni ha iniziato ad intervenire per consentire il prosieguo della loro operatività quotidiana.

E’ questo un primo importante segnale positivo per la categoria che dal momento del crac non aveva avuto più contatti con il gruppo, ora in amministrazione controllata. Una quindicina di giorni fa i rappresentanti delle Concessionarie Parmalat si erano riuniti a Parma, per fare il punto della situazione ed intraprendere una strategia comune, con il coordinamento di Fisascat e Cisl di Parma. Al termine della riunione le Concessionarie avevano inviato all’azienda una richiesta ufficiale d’incontro.

Il momento, tanto atteso, è arrivato pochi giorni fa. I rappresentanti dei lavoratori delle Concessionarie Parmalat, società giuridicamente autonome, ma di fatto controllate dal gruppo, hanno incontrato la direzione commerciale e del personale di Parmalat. E se la richiesta di avere un po’ d’ossigeno per poter continuare a lavorare è stata accolta, le segreterie di Fisascat Cisl e Filcams Cgil, coordinate dal segretario generale aggiunto della Cisl di Parma Giancarlo Castellani, hanno inviato una lettera al Commissario Enrico Bondi che si sposta dal piano contingente a quello strategico.

«Abbiamo scritto _ spiega Castellani _ che riteniamo necessario l’inserimento delle Concessionarie, deputate alla distribuzione del prodotti Parmalat in gran parte dei punti vendita presenti sul territorio nazionale, all’interno delle realtà aziendali alle quali applicare le norme previste dal Decreto Marzano, così come è avvenuto per Parmatour. Questo perché le Concessionarie esercito un’attività strategica per il mantenimento delle posizioni di mercato Parmalat, sotto il controllo e sulla base delle indicazioni operative, economiche e gestionali stabilite dalla dirigenza Parmalat».

Non solo. «Nel frattempo ci siamo mossi incontrando a Roma alcuni parlamentari, di entrambi gli schieramenti politici, per sottoporre loro le problematiche di questa categoria. Fino al momento dell’incontro c’era molta preoccupazione tra i lavoratori, ora, anche se si naviga a vista, l’azienda si è assunta alcuni impegni e il clima appare più disteso. Abbiamo creato le condizioni per un confronto e visto che il contatto c’è stato, continueremo a monitorare la situazione cercando di dialogare con l’azienda».

A breve, è stato inoltre ricordato, c’è anche l’obiettivo di affrontare il problema di altre 67 aziende (con oltre 1.000 dipendenti) che non sono concessionarie esclusive ma che distribuiscono comunque prodotti Parmalat.

P. Gin.