Parmalat, Bondi aggiorna il piano

11/11/2004


    giovedì 11 novembre 2004

    sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 38
    IL RILANCIO DI COLLECCHIO Il commissario verifica la «congruenza» fra i conti 2004 e il progetto industriale al 2006 •
    Parmalat, Bondi aggiorna il piano
    Intesa con gli advisor Mediobanca e Lazard per la quotazione del gruppo alimentare entro l’estate, forse già a primavera In vista la richiesta di revocatorie sul debito della Parmatour

    VINCENZO DEL GIUDICE

    MILANO • Il team che lavora al ritorno in quotazione della Nuova Parmalat ormai ha incontri settimanali a Collecchio. Riunioni che sono diventati di routine. Il terzetto composto dal commissario straordinario Enrico Bondi e dai due advisor Mediobanca e Lazard molto probabilmente a metà gennaio sarà pronto per presentare il prospetto informativo e avviare così la la fase finale del progetto di quotazione. Bondi avrebbe voluto che già entro quest’anno tutto il lavoro fosse pronto, mentre Mediobanca e Lazard in realtà indicavano una data più vicina alla primavera. A questo punto, però, pare che metà gennaio possa mettere d’accordo tutti, così da arrivare alla quotazione entro l’estate, forse prima.

    Ma non è tutto. C’è qualcosa di importante che potrebbe accadere e cioè che il piano industriale possa subire delle variazioni. Infatti, nelle ultime settimane Bondi, Mediobanca e Lazard stanno focalizzando i risultati prospettici dell’esercizio 2004 e il business plan 2005-2006. Questo lavoro — si racconta nelle stanze dell’industria di Collecchio — ha come obiettivo quello di verificare la congruenza che questi dati hanno con quelli inseriti nel piano approvato dal ministero delle Attività Produttive.
    E se non dovesse esserci quella che a Collecchio chiamano «congruenza» succederà che il piano stesso approvato lo scorso luglio possa essere rivisto. Naturalmente, questa possibilità che al momento non è stata confermata, in realtà è scritta nei fatti.


    Il piano, come si ricorderà, parla di un fatturato che oggi (a luglio, quando è stato approvato, ndr) è di 5,6 miliardi, scenderà immediatamente — si era detto alla presentazione — a 3,8 per risalire poi a 4 miliardi; il mol dal 2,6%, andrà al 5,8% per arrivare poi a rispettare il target dell’11%».

    Relativamente all’Italia, il commissario di Parmalat, aveva parlato di ricavi netti 2003 di 1.496 milioni che arriveranno a 1.338 milioni attraverso la dismissione delle attività non core per poi risalire a 1.459 milioni. Il margine, al 3,5%, salirà al 5,2% con la cessione di attività in perdita. Quanto al debito la nuova Parmalat — spiegava Bondi — dopo aver risanato quello della capogruppo, sulle operative rimarrebbe un debito da 1,2 miliardi, destinato a scendere a seguito di cessioni e dismissioni a 0,6 miliardi. Cosa di questo scenario potrà cambiare, e soprattutto in che misura, lo si saprà quando questa specie di ricognizione sarà terminata, non prima. Per adesso, come si diceva, il team che sta lavorando al ritorno sul listino della Parmalat va avanti senza intoppi.

    Infine, Enrico Bondi accende un faro sui finanziamenti erogati dal sistema bancario a Parmatour nel corso del 2003. Secondo quanto riferito da fonti finanziarie, Bondi avrebbe dato mandato ai suoi legali di valutare la possibilità di procedere ad azioni revocatorie in relazione alla ristrutturazione del debito di Parmatour effettuata da un pool di banche nell’aprile del 2003.