Parla Sangalli, presidente della Confcommercio: tenuta dei consumi all´insegna della sobrietà “La grande tempesta ormai è superata però gli italiani tirano ancora la cinghia”

12/01/2010

Hanno tirato la cinghia rimandando a data da destinarsi gli acquisti non necessari alla sopravvivenza e ora, anche se il peggio è passato, prima di spendere ci pensano due volte. Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, pensa che difficilmente quest´anno gli italiani ricominceranno a comprare.
Presidente, cala il potere d´acquisto e i consumi scendono. Le famiglie dove hanno tagliato?
«Nessun settore è uscito indenne dalla crisi. Certo, le spese per beni durevoli, fatta eccezione per il settore dell´auto sostenuto con incentivi, sono quelle più colpite insieme ai servizi complementari, al tempo libero, ai viaggi».
Le associazioni dei consumatori sostengono che i dati dell´Istat sono sottovalutati. A lei cosa risulta?
«Intanto, va detto che sono solo alcune associazioni dei consumatori a non riconoscere l´autorevolezza delle statistiche ufficiali. L´analisi dell´Istat non disconosce e non ridimensiona l´impatto della crisi sull´economia reale. Basta leggere i dati con attenzione: quasi sei punti di Pil e quasi tre di consumi persi nel biennio 2008-2009».
Negli ultimi mesi, fra Natale e saldi, c´è stata una ripresa dei consumi?
«Certamente la tenuta dei consumi registrata nel periodo natalizio e il positivo avvio della stagione dei saldi, ci fanno dire che i segnali ancora deboli di ripresa si stanno consolidando. Insomma, la crisi è ormai superata, quello che ancora ci preoccupa invece è la debolezza strutturale dei consumi che difficilmente nel 2010 supereranno l´1 per cento di incremento».
Il governo sta pensando di ridisegnare il fisco su un modello a due aliquote. Siete d´accordo o pensate che sarebbe meglio puntare ad interventi più immediati?
«Abbassare le tasse rimane una priorità, ma se vogliamo affrontare con pragmatismo una riforma strutturale del sistema fiscale in Italia, bisogna parlare delle risorse necessarie e di dove prenderle; non possiamo certo condurre l´operazione in deficit. La via mi sembra obbligata: riduzione e riqualificazione della spesa pubblica, recupero dell´evasione. Più che proporre interventi spot, è necessario e urgente aprire un serio tavolo di confronto con il governo per definire l´agenda dei lavori e una data certa per l´avvio di questa riforma