Parco del Pollino: «ritardi gestionali»

07/04/2004



6 aprile 2004
LAGONEGRESE
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pollino
La denuncia arriva dalle forze sindacali

Parco, «ritardi gestionali»

Timori soprattutto per il futuro dei 337 ex Lsu


potenza 
«Nonostante le reiterate sollecitazioni sindacali, al Presidente del Parco del Pollino, per una decisa accelerazione nella definizione di nuove attività da implementare a quelle in svolgimento nel Parco del Pollino dai 337 ex Lsu, in coerenza con quanto stabilito al Ministero del Lavoro nell’incontro del gennaio scorso, non si hanno segnali positivi.
I ritardi diventano sempre più pesanti». Così Matteo Mosca Segretario Regionale Cgil e Canio Cioffi Segretario Regionale Filcams Cgil.
Si avverte la mancanza di un coordinamento politico tra i vari soggetti istituzionali e sociali, chiamati a svolgere un ruolo nel definire un quadro di attività credibili ad evitare che 337 lavoratori, alla scadenza della Convenzione- (maggio 2006) – vadano tutti a casa. La Cgil nell’ultimo incontro del 2 aprile scorso ha chiesto una netta inversione di tendenza, sollecitando il Presidente del Parco a superare la superficialità con la quale viene affrontata una situazione di una delicatezza estrema, che se fallisse comprometterebbe non solo il futuro di 337 famiglie ma metterebbe in seria difficoltà qualsiasi ipotesi di sviluppo credibile del Parco. La Presidenza doveva essere alternata tra Calabria e Basilicata ed ormai siamo al ricambio di due Presidenti Calabresi. La Direzione dell’Ente e la Presidenza della Comunità del Parco rimangono di appannaggio calabrese. Il sindacato ha evidenziato i limiti e le difficoltà presenti ed è pronto a fare la sua parte sia nell’ambito delle proposte nelle attività, che sul fronte del soggetto gestore affidatario delle attività svolte dai 337 ex LSU. Alla stessa stregua riteniamo che le istituzioni regionali e locali debbano dare il massimo nel sostenere il decollo produttivo del Parco del Pollino.