«Parchi aperti ai privati»

14/05/2002





Matteoli annuncia un’intesa per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo di attività turistiche
«Parchi aperti ai privati»
Accordo di programma con Confcommercio: fondi per formare le guardie ecologiche

Cesare Peruzzi
(DAL NOSTRO INVIATO)

LUCCA – Il ministro del l’Ambiente, Altero Matteoli, pensa di aprire parchi e aree protette alle attività economiche dei privati. E, come primo passo, firma un accordo di programma con la Confcommercio per trasformare bagnini e operatori turistici in "guardie ecologiche", vere e proprie sentinelle del mare per le segnalazioni di primo livello. L’intesa, annunciata ieri a Lucca in occasione del convegno nazionale su «Commercio, turismo e ambiente alla prova del federalismo» organizzato da Confcommercio, rappresenta il primo passo di un percorso che – ha spiegato Matteoli – dovrà portare in tempi brevi a un utilizzo delle zone coperte da tutela ambientale più in linea con le attese della gente e con le potenzialità economiche del territorio e che richiederà il progressivo impegno delle risorse professionali delle imprese di commercio su tutto il territorio nazionale, anche al di fuori dei parchi. «Sulle aree protette intendo dare una sterzata – ha detto il ministro – voglio che diventino luoghi godibili da tutti e voglio che portino sviluppo economico: questo significa che parchi marini e terrestri potranno attrarre investimenti per sviluppare attività commerciali, turistiche e culturali, naturalmente nel rispetto dell’ambiente». L’accordo di programma all’inizio riguarderà proprio i parchi marini e terrestri, ma poi si allargherà a tutto il Paese. «Si tratta di un progetto innovativo – ha commentato Sergio Billè, presidente di Confcommercio -, un modo per approcciare il tema di come coniugare sviluppo e tutela ambientale». Serviranno dei fondi, per dare sostanza ai contenuti dell’accordo: dalla formazione del personale delle aziende commerciali, all’attivazione dei servizi di controllo e qualità dell’acqua del mare. «Quello dei soldi è un capitolo che affronterò nelle prossime settimane, cercando risorse nel bilancio del mio ministero – ha sottolineato Matteoli – ma è chiaro che uno sviluppo eco-compatibile ha bisogno anche di infrastrutture: serve dunque una riforma fiscale in chiave federalista, che dia agli Enti locali i mezzi per fare gli investimenti necessari». Billè ha parlato di «calderone di leggi e di obblighi che tarpa le ali alle imprese» e di «pressione fiscale soffocante» rispetto agli altri Paesi europei. «La fiscalità nazionale e quella locale, del tutto scollegate e ciascuna impegnata a drenare risorse dalle casse delle aziende – ha detto ancora il presidente di Confcommercio – rappresentano due macigni sulla strada dello sviluppo». Pietro Fazzi, sindaco di Lucca, ha chiesto una revisione degli stanziamenti agli Enti locali che tenga conto delle zone di consumo e non solo del domicilio legale dei gruppi (per esempio nel caso della grande distribuzione). E il presidente di Confcommercio Toscana, Paolo Soderi, ha sottolineato la centralità del turismo e del commercio per l’economia del nostro Paese. Turismo che nel 2001 non è andato bene, come ha ricordato il direttore generale del Touring Club, Guido Venturini. L’Italia è ormai scivolata al quarto posto nel mondo sia per presenze (nell’ordine dopo Francia, Usa e Spagna), sia per fatturato (dopo Usa, Spagna e Francia), rispettivamente con 41 milioni di visitatori e 27 miliardi di dollari di ricavi. «Dobbiamo far decollare i sistemi turistici locali previsti dalle legge quadro nazionale», ha commentato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. L’obiettivo è la qualità dell’offerta complessiva: dagli eventi culturali alla ristorazione.

Martedí 14 Maggio 2002