Paperone Barrack vuole tutta la Ciga

25/10/2002

venerdì 25 ottobre 2002    




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Tom Barrack

Paperone Barrack vuole tutta la Ciga
Il finanziere americano non si accontenta della Costa Smeralda
La Starwood conferma: caduta la trattativa con i sardo-veneti

dal nostro inviato Augusto Ditel

CAGLIARI. Rieccolo, Paperone, in Costa Smeralda. Zitto zitto, portafogli alla mano, Tom Barrack rientra in gioco. Caduta l’esclusiva tra la Starwood e i sardoveneti (come anticipato dalla "Nuova"), non si accontenta della Sardegna, il finanziere californiano. La Ciga, lui, la vuole tutta. Strappargli una parola, è impresa titanica. Non è in Italia, staziona negli Usa. E se anche fosse da queste parti, non gli si potrebbe scucire neanche un bah. Abbottonatissimi, i suoi: no comment su tutta la linea.
Il colosso mondiale del posto letto (725 alberghi in 80 Paesi) ieri ha fatto sapere «di aver avviato trattative per la cessione degli immobili della Ciga in Sardegna anche con altri potenziali acquirenti». Poi, si apprende che «altri gruppi si erano fatti avanti per acquisire i beni della Ciga, tra cui anche la Colony Capital di Tom Barrack».
La notizia fresca fresca è proprio quest’ultima, e la dice lunga sulla frenetica quanto discreta attività del cinquantatreenne uomo d’affari americano, un cristiano-maronita di genitori libanesi, "inventore" di un fondo dotato di un patrimionio di 8 miliardi di dollari.
Ritiratosi ufficialmente dalla trattativa per acquisire il paradiso perduto di Karim, dopo l’ingresso sulla scena della cordata di imprenditori sardo-veneti sostenuta dalla Sfirs, Thomas J. Barrack junior se n’era stato in un cantuccio, per i fatti suoi, facendo sapere di non essere più interessato all’operazione. Forse perché riteneva eccessiva la valutazione di 350 milioni di Euro, sulla quale invece i sardoveneti avevano firmato a fine luglio una lettera d’intenti "in esclusiva" con la stessa Starwood.
Ora si apprende che, nel frattempo, Barrack non solo non aveva abbandonato l’idea di investire in Sardegna nel settore alberghiero, ma addirittura si era fatto avanti con la società presieduta da Barry Sternlicht per presentare un’offerta sull’intero pacchetto Ciga. Un pacchetto che, oltre ai beni in Sardegna (i quattro prestigiosi hotel di Porto Cervo, il Pevero Golf Club, la Marina e soprattutto i 2400 ettari dell’ex Masterplan), comprende – tanto per fare qualche esempio – il Danieli di Venezia, il Principe di Savoia di Milano il Saint Regis di Roma, per non parlare delle lussuosissime strutture ricettive di Madrid e Vienna.
«Tom Barrack è fatto così – ha commentato ieri sera uno che lo conosce bene e che, per adesso, pretende l’anonimato -: è come quel tale che entra in un bar per prendere un aperitivo, e poi decide di acquistare l’intero locale».
Già, tutto fa presagire che il più accreditato a concludere l’affare sia proprio Barrack che sicuramente – oltre a una cospicua disponibilità finanziaria – farà valere la sua amicizia con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Rimane da capire, ora, quale sarà il comportamento della cordata sardo-veneta. Non più tardi di qualche giorno fa, dopo la pubblicazione da parte nostra della notizia della caduta dell’esclusiva con la Starwood, un loro portavoce aveva confermato alla "Nuova" che l’operazione stava «andando avanti». E che si sarebbe conclusa «entro l’anno». Tutto questo era stato dichiarato in seguito all’incontro tenutosi nei primi due giorni d’ottobre a New York tra i rappresentanti della cordata – i veneti De Rigo e Forma Urbis di Gallina, i sardi Corbeddu-Loi-Paglietti – e i cervelloni della Starwood.
In quell’occasione la delegazione italiana aveva chiesto e ottenuto una proroga, al termine della quale però la società americana aveva deciso di porre fine all’esclusiva, evidentemente perché c’era in atto un’altra trattativa «con altri potenziali acquirenti», come è stato comunicato ieri dalla Starwood.


LA STORIA
Karim la comprò
da Bagnasco nel 1985

a.di.

CAGLIARI. Se nel 2002 la Ciga cambierà padrone, sarebbe il quinto passaggio di proprietà in 17 anni. Il principe Karim Aga Khan acquistò la catena alberghiera (Ciga è l’acronimo di Compagnia Italiana Grandi Alberghi) nel 1985 da Orazio Bagnasco, il finanziere genovese con residenza in Svizzera, inventore del primo fondo di investimento immobiliare venduto in Italia.
Oberato tra troppi debiti, in un momento sfavorevole per il turismo, Karim dovette vendere: nel 1995 il pacchetto fu comprato dalla Sheraton che, nel 1998, fu incorporata nella Starwood Hotel & Resorts, uno dei quattro colossi mondiali del settore insieme con Hilton, Hyatt, e Marriott.
Nei primissimi giorni del novembre 2000, la Starwood – per far cassa – decise di alienare i venticinque alberghi tuttolusso. Tra questi, i quattro della Costa Smeralda (Pitrizza, Romazzino, Cala di Volpe, Cervo), ma anche i prestigiosi Danieli di Venezia, Gritti Palace di Venezia Lido, Principe di Savoia di Milano e via elencando.